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Parco della Maremma: sì del Consiglio regionale all’adozione del Piano integrato

L'illustrazione di Lucia De Robertis (Pd) e gli interventi di Massimiliano Baldini (Lega) e Alessandro Capecchi (Fratelli d'Italia)

di Redazione
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Firenze. Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato l’adozione del Piano integrato per il Parco regionale della Maremma.

Il provvedimento è passato con 18 voti a favore (del Partito democratico e Italia Viva) e l’astensione di Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle. È stata la presidente della commissione Territorio e Ambiente, Lucia De Robertis (Pd) a illustrare in Aula la proposta di deliberazione, “per uno strumento complesso, ma molto atteso: basti pensare che il procedimento è stato avviato dal parco il 13 giugno 2019“.

La presidente ha ricordato la seduta che la quarta commissione ha tenuto nel Parco: “Abbiamo incontrato i rappresentanti istituzionali, è emersa la sinergia tra Enti locali e Parco, ci è stato detto dell’ottimo rapporto con la comunità dei suoi agricoltori“. Si prevede un doppio passaggio in Aula: “Ora l’adozione, quindi un periodo riservato alle osservazioni, per poi arrivare alla fase dell’approvazione definitiva”.

“Un traguardo molto importante – ha affermato il presidente del Parco, Simone Rusci che rinnova gli strumenti di tutela e gestione dell’area protetta. Un lavoro che è stato possibile grazie all’impegno di tante persone: dei consulenti esterni, della coordinatrice, l’architetto Silvia Viviani, e soprattutto del direttore Enrico Giunta e del personale dei diversi uffici del Parco.”

Il piano integrato

Il piano integrato per il Parco, come disciplinato da legge regionale, è lo strumento di attuazione delle finalità dello stesso, e comprende, in due sezioni distinte, gli atti di pianificazione e quelli di programmazione. Da qui la perimetrazione del Parco, e quella delle aree contigue, seguendo linee cartografiche individuabili sul territorio; l’organizzazione generale del territorio e la sua articolazione in zone; la disciplina e la progettazione attuativa delle previsioni del piano medesimo anche relativo ad aree specifiche e singoli interventi; peculiari vincoli e salvaguardie; accanto alla disciplina di aree di particolare pregio, soggette a speciali protezioni, a partire dal patrimonio naturalistico-ambientale agli habitat di interesse conservazionistico. La sezione pianificatoria del piano integrato per il Parco sostituisce i piani territoriali o urbanistici di qualsiasi livello, conformandosi ed attuando il Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano paesaggistico regionale (Pit-Ppr), nonché prevedendo specifiche salvaguardie.

L’approvazione del Piano integrato per il Parco ha efficacia di dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità degli interventi in esso previsti. La sezione programmatica del Piano integrato per il Parco, in coerenza con gli strumenti della programmazione regionale, individua e promuove iniziative e attività di soggetti pubblici e privati compatibili con le finalità del Parco; riconosce il ruolo anche delle attività agricole e zootecniche ai fini della tutela ambientale e paesaggistica; individua le azioni relative alla didattica, alla formazione ambientale ed all’educazione allo sviluppo sostenibile; può prevedere l’attribuzione di incentivi a soggetti pubblici o privati, con riferimento prioritario agli interventi, agli impianti ed alle opere. All’attuazione della sezione programmatica del piano integrato per il parco si provvede attraverso il programma annuale.

Le innovazioni

Queste in sintesi le principali innovazioni del Piano integrato, chiamato a delineare regole e governance: più protezione attraverso l’incremento delle zone A (boschi da fare diventare foreste) e zone B e loro rimodulazione (passaggio da zona A a zona B); conservazione delle aree agricole che includono gran parte della biodiversità, e caratterizzate da spiccata sinergia tra Parco e agricoltori; potenziamento degli assi di servizio e sviluppo delle porte di accesso periferiche, come Talamone e Collecchio; mantenimento e conservazione di 11 chilometri di spiaggia; proposta di ampliamento di 1700 ettari, a sud di Grosseto, in linea con l’indicazione europea per il 30 per cento di aree protette.

Massimiliano Baldini (Lega) parla di un “lungo percorso, per un atto largamente condivisibile, che tratteggia bene nostra valutazione sul Parco della Maremma”. Il consigliere giudica “apprezzabile la serie di sedute sul posto avviata da questa commissione, compresa quella tenuta in questo Parco, dove abbiamo visto che viene svolto un buon lavoro, si è colta una comunità d’intenti e sono stati fugati i nostri dubbi. Cogliamo una differenziazione rispetto ad altre realtà. Siamo di fronte a un percorso a tappe, al momento il nostro voto sarà di astensione”.

Valutazioni complessivamente positive anche dal vicepresidente della commissione Ambiente, Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia): “La promozione e valorizzazione dei parchi, con le sedute della commissione che hanno permesso di toccare con mano quelle realtà com’è accaduto con il Parco della Maremma, credo renda merito a una procedura che viene avanti da anni e si basa su una documentazione poderosa. Il Parco ha una superficie di molte centinaia di ettari che si intenderebbe ampliare, ricomprendendo tutta l’area dell’Ombrone, anche con collegamenti infrastrutturali importanti: il turismo lento è una strada percorribile, specie per la Maremma. Su questa procedura ci convince meno una modalità operativa che rischia di limitare la partecipazione dei cittadini, che non hanno potuto prendere parte agli incontri sul territorio. C’è il tema della promozione: il Parco incassa circa il 25 per cento dall’attività commerciale, è possibile provare a innalzare livello di promozione, anche per diminuire la contribuzione della Regione. Sarà alla luce delle osservazioni che potremo esprimere compiutamente il nostro parere. Oggi ci asterremo”.

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