Pubblicato il: 7 Aprile 2013 alle 11:51

Politica

Grosseto per Renzi: “Ognuno può fare qualcosa. Ora più che mai”. La proposta di lavoro per il Pd da parte del Comitato

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente la proposta di lavoro per il Partito democratico da parte del Comitato Grosseto per Renzi:

“Il tempo che stiamo vivendo ha nei suoi connotati il rischio della sospensione. Le trasformazioni attese sono, infatti, così grandi che rischiano di provocare una sorta di ‘delega al fenomeno più grande’. Si aspetta, soprattutto nelle nostre periferie dello Stato, che esploda il cambiamento e che la trasformazione coinvolga tutti.

Questo è così per tutto il sistema, per le istituzioni e per i partiti.

La vera novità è che esiste in Italia una maggioranza nuova fatta di persone che sono consapevoli della necessità di cambiare le cose, i metodi, la vita del nostro Paese. La scelta che abbiamo di fronte è se vogliamo far parte attiva di questa maggioranza oppure far finta di nulla.

Noi riteniamo che ci sia bisogno di chiarezza. 

Noi vogliamo essere protagonisti del cambiamento. Lo abbiamo fatto sostenendo la candidatura di Matteo Renzi, e lo confermiamo oggi, soprattutto dopo questa deludente tornata elettorale.

Non vogliamo salvarci giocando in difesa, tantomeno galleggiare in un mare insidioso, vogliamo reagire con forza e con la determinazione di chi è consapevole di portare idee nuove e di dare una prospettiva di crescita e sviluppo per il futuro.

Crediamo, innanzitutto, che si possa agire anche nelle nostre realtà offrendoci una nuova generazione di rappresentanti nel partito e nelle istituzioni, proponendo prima di tutto, un nuovo sistema metodologico.

La ricostruzione di una sistema virtuoso di relazioni politiche e sociali passa da un ripensamento globale dei meccanismi e delle modalità con persone che abbiano le giuste capacità per costruire il nuovo.

L’azzeramento della segreteria provinciale e le ultime uscite sui quotidiani locali, ci trasmettano posizioni divergenti. Ma il Pd non è diviso. La divisione è artificiosa, la realtà è che c’è un gruppo dirigente che alimenta la separazione per resistere e per difendere posizioni ormai datate.

Il Pd non è diviso. Le persone del Pd sono parte di quella maggioranza del Paese che vuole cambiare le cose per vivere meglio, per avere un futuro, per crescere i suoi figli, perché credono in un Paese che:

  • seleziona e premia nelle pari opportunità il merito e le capacità: nella scuola e nel lavoro. Perché tutti non siamo uguali;
  • evita sprechi di tempo e denaro in percorsi formativi inutili;
  • investe nella scuola e nell’innovazione;
  • cambia la burocrazia riqualificando le attività pubbliche, ma eliminando le sovrastrutture;
  • rinuncia al finanziamento pubblico dei partiti;
  • ridimensiona il peso dei partiti nella vita sociale;

Ognuno può fare qualcosa. Anche noi, quaggiù in Maremma e sull’Amiata:

– utilizziamo gli strumenti partecipativi coinvolgendo più frequentemente gli organismi e gli iscritti.
In questo contesto storico economico di grande disagio convochiamo subito un’assemblea provinciale per definire gli indirizzi di politica territoriale, le modalità operative delle decisioni dirigenziali ed i confini politici operativi degli amministratori da noi eletti;

– vogliamo che i ruoli politici siano ben distinti da quelli amministrativi e che gli organi di direzione politica siano scevri dai condizionamenti e dalle pressioni degli organi amministrativi eletti. Eliminiamo le duplicazioni di incarichi, non vogliamo amministratori pubblici che siano anche dirigenti o dipendenti di partito.

Sarà necessario sapere sempre chi sia assume la responsabilità delle scelte e che non vengano mai più utilizzate espressioni tipo “lo ha deciso il partito” frutto di una visione anti-partecipativa chiaramente respinta dai cittadini. La trasparenza come principio fondante dovrà esistere ad ogni livello;

– la selezione delle persone che andranno a rivestire ruoli, di rappresentanza politica, amministrativa etc., deve essere conseguente ad un’analisi approfondita delle competenze tecniche e politiche necessarie per l’attribuzione degli incarichi in oggetto. Il merito deve, quindi, precedere qualsiasi altra forma di scelta per permettere un’effettiva alternanza nei ruoli chiave;

– per noi il cuore e il portafoglio devono stare dalla stessa parte. Valorizziamo il patrimonio economico ed immobiliare della quercia all’interno del Partito democratico;

– l’organizzazione del partito Democratico necessità di continuità. Per questo motivo sarà necessario riequilibrare la proporzione chi contribuisce all’organizzazione e chi ha ruoli rappresentativi politici;

– che i congressi rappresentino un momento di grande partecipazione. 

Facilitiamo fin da subito le iscrizioni al partito proponendo anche un’alternativa via web, utilizziamo gli strumenti informatici per stare vicino alla gente e per avvicinare i cittadini al cuore politico del nostro partito;

– è indubbio che si possa e si debba condividere un percorso di Governo con altre forze politiche, ma è altrettanto vero che le alleanze non si fanno a qualsiasi costo. Il Partito democratico, essendo il motore della progettualità di Governo del Paese, deve quindi proporsi come leader di ogni coalizione attraverso un programma concreto e ben definito su cui gli alleati possano apportare limature ma non fare sconvolgimenti.

Insomma, come dice Rodotà, occorre un Pd a cinque stelle, un Pd che elabori un’agenda per la ricostruzione di questo Paese, dalla moralità ai diritti civili e che sia in grado di capire che il voto non ci ha consegnato un Paese in cui ha vinto l’antipolitica, bensì un Paese che chiede a gran voce un’altra politica”.

Tag
Mostra di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Pulsante Torna su