Pubblicato il: 22 Marzo 2014 alle 20:51

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Grosseto: figlia aggredisce la madre e lei la denuncia. Giovane arrestata dopo 4 anni di maltrattamenti

Da oltre quattro anni subiva maltrattamenti da parte della propria figlia, violenze fisiche e verbali, vere e proprie aggressioni che si ripetevano con puntualità, ma giovedì scorso una donna di 50 anni non ce l’ha più fatta a sopportare una simile situazione e, di fronte all’ennesimo colpo di testa della ragazza, l’ha denunciata alla Polizia.

La protagonista di questo autentico inferno familiare è una giovane di 21 anni, con alle spalle alcuni reati contro la persona, che da tre mesi viveva ormai per strada come una qualunque persona senza fissa dimora.

Giovedì scorso, intorno alle 11, la 21enne ha chiamato la madre chiedendole di poter passare da casa; la donna, che nonostante tutti i maltrattamenti subiti ha tentato continuamente e in tutti i modi di aiutare la figlia a recuperare un comportamento normale, ha accettato la sua richiesta, ma le ha detto che avrebbe dovuto aspettare un paio d’ore perché doveva finire di lavorare.

A quel punto, la ragazza ha iniziato ad inveire contro la 50enne, insultandola e urlando che non poteva aspettare tutto quel tempo; quindi, le ha chiuso il telefono in faccia.

La madre, ben sapendo che in analoghe circostanze la figlia si era comunque diretta a casa, gridando e colpendo tutto ciò che le capitava a tiro, temendo che potesse ripetersi una simile situazione ha deciso di lasciare il suo posto di lavoro, in corso Carducci a Grosseto, per tornare quanto prima nella sua abitazione.

La donna non ha avuto neanche il tempo di scendere le scale perché nel frattempo la ragazza si era già presentata al portone dell’ufficio e, trovandolo chiuso, ha iniziato a colpirlo con calci e pugni, oltre a suonare continuamente al citofono, urlando contro la madre offese pesantissime.

A quel punto, terrorizzata dall’ennesima sfuriata della figlia, la donna non ha aperto il portone dell’ufficio e non ha rivolto parola alla giovane, ma ha chiamato subito la Polizia, mentre la 21enne si allontanava.

Sul posto è arrivata una Volate: dopo essere entrati all’interno del palazzo, gli agenti sono venuti a conoscenza che fin dal 2009 la ragazza maltrattava con continue molestie di ogni genere e sono stati informati di quanto era accaduto pochi minuti prima.

Mentre i poliziotti stavano raccogliendo queste testimonianze, hanno sentito rumori di calci e pugni provenienti nuovamente dal portone dell’ufficio.

La ragazza, infatti, era tornata; la madre, intanto, dichiarava alle forze dell’ordine di volerla denunciare e, poi ha aperto il portone per far parlare gli agenti con la figlia. La 21enne, però, prima ha finto di allontanarsi, quindi ha tentato all’improvviso di entrare dentro al palazzo.

I poliziotti l’hanno bloccata e hanno provato a farla ragionare, spiegandole che doveva aspettare che la madre finisse di lavorare, poi sarebbero potute tornare a casa insieme.

Di fronte alle spiegazioni degli uomini della Questura, la ragazza si è fatta prendere di nuovo dalla sua furia cieca e, dimenandosi con calci e pugni, ha continuato a proferire irripetibili insulti nei confronti della donna; inoltre, dato che gli agenti le impedivano di scagliarsi contro la madre, ha iniziato ad offendere anche loro.

I due poliziotti sono riusciti a trattenerla con non poca difficoltà, considerato lo stato di aggressività in cui si trovava, ma le hanno comunque impedito di aggredire la madre e a farla salire sulla Volante; infine, l’hanno portata in Questura.

In caserma, la 21enne è stata sottoposta a fotosegnalazione ed è stata identificata.

Intanto, la madre è andata negli uffici della sezione Volanti della Questura per sporgere querela scritta nei confronti della figlia, raccontando agli agenti tutti i maltrattamenti subiti dalla ragazza negli ultimi quattro anni e spiegando che si era rivolta anche ad alcuni specialisti per curare la depressione e le continue crisi d’ansia che da tempo affliggevano la 21enne.

La ragazza è finita in manette in flagranza di reato con l’accusa di atti persecutori e violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale; quindi, è stata rinchiusa nel carcere di Pisa.

Stamani, il suo arresto è stato convalidato e la giovane è stata rimessa in libertà, anche se il Gip ha disposto per lei la misura del divieto di avvicinamento alla madre e di contattare la donna con qualunque mezzo, anche telefonico.

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