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Grosseto: calci e pugni agli agenti che lo stanno per arrestare. Giovane spacciatore finisce in manette

E’ stato colto in flagrante mentre stava vendendo una dose di eroina ad un altro uomo, poi ha sferrato calci, pugni e schiaffi agli agenti che stavano per arrestarlo.

Il protagonista della vicenda è un marocchino di 23 anni, finito in manette con l’accusa di spaccio di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.

A scoprirlo, è stata una pattuglia della Volante che stava recandosi in un’abitazione per controllare una persona agli arresti domiciliari.

Una volta giunti nei pressi del palazzo, i poliziotti hanno notato due uomini che si stavano scambiando qualcosa.

Quando le forze dell’ordine si sono avvicinate, i due hanno tentato la fuga: uno ha tagliato la corda, dileguandosi nei campi vicini allo stabile; l’altro ha provato ad entrare nel palazzo, ma ha trovato il portone chiuso e, dopo una violenta colluttazione, è stato bloccato.

Nel frattempo, l’uomo aveva gettato a terra una pallina di eroina brown sugar del peso di 0,22 grammi, immediatamente recuperata dai poliziotti.

Si trattava dello spacciatore marocchino, che ha dichiarato agli agenti di abitare in un appartamento in affitto proprio in quell’edificio.

A quel punto, è scattata la perquisizione domiciliare all’interno della casa del giovane.

Gli uomini della Questura hanno trovato addosso al nordafricano 100 euro, frutto della cessione di stupefacenti compiuta qualche minuto prima; nell’abitazione, invece, sono stati scoperti un bilancino di precisione, una serie di banconote di diverso taglio e numerose monete da 2 euro per un valore complessivo di 2.340 euro, e due notebook.

L’uomo non ha saputo spiegare agli agenti la provenienza dei due computer, anche se uno di essi aveva impressa una targhetta della “Asl”: proprio due giorni prima, in Questura, era arrivata da parte dell’azienda una denuncia per la scomparsa di un notebook.

Al momento della perquisizione, nell’appartamento c’era anche un tunisino di 37 anni, privo di documenti.

Per questo motivo, i poliziotti lo hanno portato in Questura, dove è stato sottoposto a fotosegnalazione per essere identificato.

Il nordafricano risiede dal 1994 in Italia, è privo del permesso di soggiorno, non è in regola con la normativa sull’immigrazione e in questi anni ha accumulato una serie infinita di reati.

Anche lui, come il marocchino, non ha saputo spiegare perché in quella casa si trovassero due computer e, quindi, i due uomini sono stati denunciati per ricettazione.

Il 37enne è stato quindi accompagnato ad un Centro di identificazione ed espulsione, in cui dovrà risiedere per 18 mesi, prima di essere allontanato dal territorio nazionale.

Stamani, l’arresto del marocchino è stato convalidato.

Il giovane è stato rimesso in libertà e nei suoi confronti è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Grosseto.

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