Pubblicato il: 1 Marzo 2014 alle 11:38

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Grosseto: al via controlli a campione sulla raccolta porta a porta. Multe per chi non fa correttamente la differenziata

Appena ultimate le operazioni di consegna dei sacchi per il porta a porta, a Grosseto partiranno una serie di controlli a campione da parte degli operatori con possibili sanzioni per chi non porta avanti un corretto conferimento della differenziata.

Nei prossimi giorni una lettera arriverà nelle case dei residenti in quartieri dove è attivo il servizio di porta a porta con sacco e mastello, per annunciare l’inizio delle verifiche.

Noi vogliamo estendere il porta a porta anche ad altre realtà cittadine – spiega l’assessore all’ambiente, Giancarlo Tei, consapevoli che una corretta gestione del servizio consente economie importanti che, per altro, abbiamo anche già investito nella costruzione delle tanto apprezzate casette dell’acqua”.

Da un controllo generico risulta però che sono ancora numerose le utenze che non provvedono a posizionare all’esterno della propria abitazione i mastelli/sacchi delle varie tipologie di rifiuto, in conformità con il calendario dei giorni stabiliti per il loro ritiro.

E questo – ha proseguito l’assessore causa un automatico aumento dei costi e quindi della Tares, che già con il superamento nazionale del sistema Tarsu ha subito un incremento notevole e non ha consentito di poter apprezzare la riduzione del 5% operata sulla tariffa 2013 delle utenze domestiche servite dal porta a porta”.

L’obiettivo è quello di controllare il maggior numero di utenze possibile per trovare e sanzionare chi non rispetta le regole a danno soprattutto di chi invece si comporta correttamente.

Un po’ quello che capita con la cattiva abitudine di alcuni – ha concluso Teidi abbandonare per strada o accanto ai cassonetti i rifiuti ingombranti, insensibili alle campagne di informazione sui giornali, a quelle educative nelle scuole, al servizio di ritiro gratuito a domicilio, al possibile conferimento sempre gratuito alla piattaforma comunale di via Zaffiro. Un altro comportamento che costa 100mila euro l’anno in più alla comunità”.

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