Pubblicato il: 5 Marzo 2016 alle 14:19

GrossetoScuola

Rosmini, Gloria Lamioni replica ai Cobas: “Nessun allagamento, ma solo intervento di manutenzione”

Gloria Lamioni, dirigente scolastico del Liceo statale “Antonio Rosmini” di Grosseto, replica a Giuseppe Follino, membro dell’esecutivo provinciale dei Cobas Scuola di Grosseto in merito al presunto allagamento dell’istituto.

“Avrei piacere di sapere dal sindacato dei Cobas a quale istituzione scolastica si riferisce quando parla di Isis Rosmini – spiega Gloria Lamioni -. A meno che non mi sia persa qualche passaggio fondamentale, l’unica scuola attiva nella città di Grosseto intitolata a Antonio Rosmini è quella da me diretta e cioè il Liceo statale ‘Rosmini’. Lungi da me pensare che un’organizzazione sindacale rappresentativa dei ‘lavoratori della conoscenza’ ignori la differenza formale e sostanziale che ne è alla base” .

“Tutto ciò premesso non sono a conoscenza del fatto che nella sede della Cittadella del Liceo Rosmini sia avvenuta alcuna ‘evacuazione notturna’. Sono invece al corrente di un pianificato intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria in alcuni locali dell’edificio, in accordo con l’amministrazione locale, grazie al quale studenti e personale della scuola potranno usufruire di aule idonee e pulite – sottolinea la dirigente scolastica -. Tale intervento ha comportato lo spostamento di sedie e banchi da aule del secondo piano ad altre nello stesso edificio. Non mi sembrano interventi così destabilizzanti da far scaturire manifestazioni di solidarietà, come emerge dal comunicato dei Cobas, manifestazioni di solidarietà che ritengo opportuno riservare a ben altre emergenze“.

“Sicuramente però il professor Follino si riferisce ad altra scuola, Isis ‘Rosmini’ appunto, nella quale è avvenuto non un semplice trasloco di banchi e sedie per interventi di miglioramento degli ambienti, ordinari e straordinari,  ma una massiccia evacuazione di persone. Sempre che le parole usate abbiano un senso – conclude Gloria Lamioni -. Se così non fosse, potrebbe anche configurarsi il reato di procurato allarme. dal momento che questa dirigenza non ha autorizzato nessuno, né tanto meno un docente esterno alla scuola, a visitare i locali dell’istituto e a scattare foto, che sono poi state pubblicate sugli organi di stampa. Tali fotografie potrebbero infatti ingenerare nelle famiglie degli alunni timori infondati sulla sicurezza dell’edificio“.

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