Pubblicato il: 14 Settembre 2019 alle 13:39

Salute

Giornata mondiale della SLA: la risposta assistenziale della Asl per una presa in cura multidisciplinare

 Come ogni anno, si svolge il 15 settembre la Giornata Mondiale della SLA – Sclerosi Laterale Amiotrofica, grave malattia degenerativa che richiede una presa in carico del paziente a 360 gradi.

L’Azienda USL Toscana Sud Est assicura una risposta adeguata ai bisogni clinici e assistenziali di questi pazienti attraverso un percorso assistenziale, condiviso in tutta l’Azienda che fa affidamento su un approccio multidisciplinare e multiprofessionale della patologia, includendo professionisti ospedalieri, del territorio e dei servizi sociali.
Numerose sono le discipline che concorrono alla cura dei pazienti con SLA tra cui Neurologia, Fisioterapia, Pneumologia, Logopedia, Cure palliative, Psicologia, Nutrizione. Oltre ai medici, fondamentale è il contributo di infermieri e assistenti sociali. Inoltre, l’Azienda USL Toscana Sud Est collabora attivamente con l’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese, centro di riferimento di area vasta.

“Grazie alla sinergia tra servizi ospedalieri e territoriali riusciamo a garantire una presa in carico continua, integrata e costantemente monitorata. Per i pazienti affetti da SLA infatti, la cura non termina con la dimissione dall’ospedale ma necessita di sostegno costante a domicilio. – spiega il dottor Roberto Marconi, responsabile dell’Area Funzionale Neurologica dell’Asl Toscana Sud EstAl momento nell’area grossetana abbiamo circa 15-20 pazienti in cura in vario stadio di progressione di malattia. L’incidenza di nuovi casi/anno nella popolazione generale nella nostra provincia è di circa 5 nuovi casi/anno. L’attività è supportata dall’Anestesia e Rianimazione, Endoscopia Digestiva Interventistica, Centrale 118, CAT (Centro ausili tecnologici) e ACOT (Agenzia per la continuità ospedale-territorio) che si occupa delle dimissioni difficili e coordina l’assistenza domiciliare”.

La SLA è una patologia che non ha una cura risolutiva, ma attraverso trattamenti farmacologici e palliativi è possibile tenere sotto controllo la progressione della malattia e mantenere le funzioni respiratoria, motoria, nutrizionale, e psicologica tali da garantire la miglior qualità di vita possibile per il paziente e per la sua famiglia.

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