Pubblicato il: 16 Agosto 2019 alle 14:54

FollonicaPolitica

Turismo, Lorenzi: “Presenze a picco, il Comune deve diversificare l’offerta”

"A mio giudizio si continua a ripetere errori già commessi in passato"

Da cittadino e da esponente di Forza Italia non posso guardare con ottimismo questa stagione turistica che pian piano sta volgendo al suo epilogo“.

A dichiararlo è Giancarlo Lorenzi, esponente di Forza Italia di Follonica.

“A mio giudizio si continua a ripetere errori già commessi in passato, il più macroscopico è quello di non dare alla nostra città un’identità tale da renderla unica nel suo genere nel panorama dell’offerta turistica – spiega Lorenzi -. Il calo delle presenze è palpabile, mai visti a mia memoria posti macchina liberi nella via lungo la pineta di Senzuno la prima settimana di agosto. La natura è stata generosa con il nostro territorio, che può godere per una buona parte dell’anno di un clima mite e soleggiato, ma non sono state altrettanto generose sia le precedenti, sia l’attuale amministrazione, nel diversificare l’offerta turistica con proposte che possano attrarre e far rimanere il turista già dal periodo pasquale. Mi stupisce soprattutto l’inerzia nell’incentivare e supportarne la crescita, di nuove attività produttive. Si vede sempre più spesso fondi commerciali vuoti, che non è altro, vista la nostra incapacità di attrarre presenze turistiche, la logica conseguenza del sempre più contratto periodo di lavoro del settore“.

“I ‘bui’ periodi invernali sono divenuti, insieme ad una contrazione generale dei consumi, uno scoglio insormontabile da superare per qualsiasi attività, tanto più per la stragrande maggioranza di attività commerciali follonichesi che orbitano in questo mercato – continua Lorenzi. Ad incuriosirmi invece è la mancata ricerca di soluzioni possibili, rivolte anche e soprattutto alla diversificazione delle tipologie di attività, richiedenndo ed attingendo anche fondi destinati a tale scopo dall’Unione europea. Proprio la diversificazione potrebbe far sì che si insedi nel nostro comune un certo numero di piccole imprese, non necessariamente rivolte al mercato turistico, che a loro volta creano occupazione stabile e non ‘estiva’ e, udite udite, potrebbero creare il famoso ‘indotto commerciale’. Non ho mai sentito proposte da parte di questa, meno che mai delle precedenti amministrazioni, atte a favorire un tavolo di confronto tra locatori di fondi commerciali e possibili locatari, per far sì che i primi non facciano richieste economiche astronomiche fuori da ogni logica commerciale, dando l’opportunità ai secondi, gli eventuali locatari, di avviare la propria impresa con maggiore possibilità di riuscita“.

“Come proposta di trattativa che invogli i locatori alla riduzione dei canoni di affitto, il Comune potrebbe annullare per i primi cinque anni il pagamento dell’Ici sull’immobile affittato – spiega Lorenzi -. Non ho mai sentito, specialmente da parte degli assessori di riferimento succedutosi, una proposta diretta agli istituti bancari del territorio (nell’arco di 100 chilometri abbiamo tre, dico tre, banche), per farsi promotori e mediatori di una sorta di finanziamento all’impresa mirato alle esigenze specifiche del territorio, in quanto, il nostro target commerciale di riferimento (il turismo e tutte le attività che ruotano dietro a questo tipo di mercato) soffre di una stagionalità che mal si allinea alle tempistiche dei pagamenti commerciali in uso, proprio in virtù del fatto che il periodo di lavoro si è ormai ridotto a poco più di due mesi. Detto tutto questo, invece, con stupore misto a dispiacere, apprendo che ancora una volta questa amministrazione ha preferito (delibera nr. 9 regolamento urbanistico) puntare sulla costruzione di 120 nuovi alloggi, come se di ‘turismo da seconde case’ ce ne fosse ulteriore bisogno”.

“Termino questa mia piccola serie di considerazioni con l’augurio vero che venga presa coscienza che a Follonica manca il lavoro, causando anche l’abbandono del territorio da parte dei nostri giovani – termina Lorenzi, costretti nella migliore delle ipotesi a trasferirsi fuori regione“.

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