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Verso le Regionali: Giampaola Pachetti ha fatto tappa sull’Amiata

"Ieri la seconda tappa sul Monte Amiata è stata particolarmente utile per osservare criticità e possibili soluzioni"

La mia candidatura, indicata dalla conferenza delle donne democratiche, mi sta portando a toccare molti luoghi del territorio provinciale“.

A dichiararlo è Giampaola Pachetti, candidata del Partito democratico alle prossime elezioni regionali.

“Ieri la seconda tappa sul Monte Amiata è stata particolarmente utile per osservare criticità e possibili soluzioni – spiega la candidata -. Arrivata a Castel del Piano, rammaricata per l’assenza del Palio che come tante manifestazioni si è dovuto adattare all’emergenza, abbiamo fatto tappa al castagneto di Roberto Ulivieri, dove abbiamo parlato dell’importanza della castanicoltura e anche assistito all’incidenza del cinipide sui suoi alberi. Adesso Roberto si sta preparando alla produzione della castagna, con potature leggere in attesa della raccolta, che dovrà avvenire velocemente, per bloccare lo sviluppo di funghi dannosi come lo Gnomonopsis, altro pericoloso avversario della produzione di castagne. C’è ancora del lavoro da fare per arginare i danni, ma ci sono molti attori interessati a superare i problemi sulla castagna e il territorio amiatino ci insegna che insieme possiamo riuscire a fare fronte alle difficoltà“.

“Trovandomi sotto queste fronde anche con il presidente dell’Associazione per la valorizzazione della castagna del Monte Amiata, Lorenzo Fazi, è stato evidente che una attività come la raccolta di castagne spesso è a livello familiare e la sicurezza del raccolto deve essere accompagnata da una ricezione buona sul mercato del prodotto, fattori fondamentali per riuscire a ricavare un reddito utile per tante famiglie che da anni contano sui frutti delle loro piante – continua Giampaola Pachetti -. Tramite progetti di ricerca e contributi, realtà come quella di Roberto riescono a fare fronte ad alcune spese che altrimenti avrebbero difficoltà a sostenere, ma non sempre le risorse bastano. Occorre snellire le pratiche, quelle necessarie per il taglio e lo smaltimento dei residui ad esempio, con provvedimenti più aderenti alle necessità del territorio e dei produttori di singole aree, talvolta differenti tra loro. Stessi principi per altre coltivazioni altrettanto importanti, come la cipolla della Selva e la patata delle Macchie, e altri prodotti dai quali stiamo riuscendo ad estrarre trasformati, che vanno dalla cosmetica alle fibre per il packaging“.

“Incontrando successivamente a Castel del Piano una rappresentanza di insegnanti e rappresentanti degli studenti, è apparso chiaro quanto l’ambiente scolastico sia ancora disorientato, vista anche la carenza di direttive, per questo prossimo rientro degli alunni nelle classi – sottolinea la candidata -. Il personale che rischia di più è sicuramente quello più avanti con l’età: se dovesse venire a contatto con il virus, ed essendo numeroso, il rischio è di conseguenza alto per tutto il comparto.  L’inadeguatezza dei presidi di formazione e l’incertezza su come muoversi non hanno aiutato e ci auguriamo maggiore chiarezza, anche alla luce che 4-5 ore di mascherina per i ragazzi possono essere pesanti e molto ci si affida sulle responsabilità del singolo, che sono senza dubbio importanti da formare.  Servono molti più insegnanti, personale Ata, i trasporti devono essere adeguati, la partita della ripresa scolastica sicuramente non risulta facile e dalle prospettive certe. È chiaro che ci sia la voglia di riprendere a tornare a scuola, stare insieme agli altri, socializzare, ma la scuola deve riaprire con delle garanzie chiare. Importanti saranno anche i comportamenti tra studenti da mantenere. Sarà una sfida importante e difficile, i controlli aiuteranno, ma responsabilizzare utilmente tutti sarà sicuramente un passo fondamentale.  Ho rilevato inoltre il bisogno di una scuola sicura, che dia speranza, formazione ed esperienza, aperta tutto il giorno, che nel pomeriggio faccia anche attività per aggregare studenti e farli esprimere al meglio, senza limitare alle attività in aula. Utile sia agli studenti come persone, sia per superare difficoltà che a volte anche in piccole comunità si sviluppano, come il disagio sociale, droga, dipendenza”.

“Il mondo delle associazioni, molto attivo sul territorio amiatino, ha avuto ieri il modo di espormi i propri bisogni e prospettive tramite un colloquio aperto con i rappresentanti di Amiata Outdoor e Neania. Un confronto tramite il quale il sostegno della Regione ci è risultato vitale per il continuo della loro attività, che talvolta, oltre ad animare il territorio, è proprio volto al suo mantenimento paesaggistico. Sicuramente sono realtà degne di attenzione anche da parte dell’amministrazione regionale, che dovrà sostenere queste attività che portano vita e attivano circuiti virtuosi. L’incontro finale del tour amiatino si è tenuto nella sala consiliare del Comune di Arcidosso, dove ho potuto apprezzare le iniziative del Comune per la ripartenza e l’interesse dei partecipanti per il proprio territorio. Tutti questi incontri sono molto differenti tra loro, ma hanno in comune la profonda e manifesta necessità del territorio amiatino di sentirsi ascoltato e rappresentato, di sentirsi parte di una Regione che non può esimersi dal tenerlo in considerazione per lo sviluppo di tanti altri settori e filiere che ne dipendono. Un territorio che ha bisogno del sostegno regionale per la crescita di aziende innovative, startup che possono fare la differenza – termina Giampaola Pachetti -. L’esempio della cooperativa formata da donne da me visitata, ci insegna, a Montelaterone, che, unendo persone e idee, qualcosa può essere fatto anche dove prima non si riusciva neanche a pensare. Bene ha fatto la Regione a finanziare progetti simili, perché possono fare da esempio per tante altre simili e nuove realtà. Il mio impegno, qualora venissi eletta, cercherà anche di creare un filo diretto con il territorio, la mia attenzione sull’Amiata può solo che crescere”.

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