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Foce del Petraia, Forza Italia: “Interventi tardivi, danni a flora e fauna”

Erano i primi giorni di luglio quando Forza Italia aveva denunciato la grave situazione della foce del Petraia, sollecitando il Comune di Follonica a darsi da fare in vista dell’arrivo delle settimane più calde dell’estate, sia dal punto di vista delle temperature sia da quello dei problemi legati al torrente”.

A dichiararlo è Franco Filippini, coordinatore di Forza Italia di Follonica.

“Sono serviti un mese di attesa, un lungo periodo di cattivi odori che perdurano e una moria di pesci per fare in modo che il sindaco Andrea Benini e i suoi assessori si decidessero a fare qualcosa di concreto per la città, per i follonichesi, per i turisti e per l’immagine del Golfo – spiega Filippini -. Alla vigilia di Ferragosto, dopo infiniti disagi sia per la popolazione sia per l’ambiente, la giunta comunica di aver sollecitato al Demanio un provvedimento contro la siccità, problema che peraltro persiste da anni: in pratica si dice stop alla ‘miriade di emungimenti di acqua non più proporzionati a una situazione di siccità estrema che non migliorerà nei prossimi anni’, che è alla base, come ammesso dallo stesso sindaco Benini, del prosciugamento del tratto finale del canale”.

“Come sempre si continua con la politica del riparare anziché di optare per la prevenzione. Sarebbe bastato reagire agli stimoli arrivati da Forza Italia per evitare tante spiacevoli conseguenze – sottolinea Filippini -. A maggior ragione se si pensa che, subito dopo, anche la stessa maggioranza ha più volte sollecitato il gruppo di appartenenza sull’argomento. Si è rimasti fermi a guardare, optando per piccoli aggiustamenti e senza soffermarsi sull’origine del problema: gli emungimenti d’acqua, non autorizzati, su cui l’amministrazione comunale avrebbe comunque dovuto vigilare, ma quelli anche autorizzati”.

“Il risultato? La foce del Petraia ha subìto danni, li hanno subìti anche la fauna e la flora. La decisione dell’amministrazione comunale di mettere fine ai prelievi di acqua arriva quindi in maniera tardiva: a metà agosto gli interventi dovevano essere già pianificati, anzi, sarebbe tempo di pensare alla prossima estate – conclude Filippini -. Che non si perda almeno questa occasione”.

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