Politica

Autoscuole, Forza Italia: “Regione interceda con Governo per inserirle nel decreto Ristori”

"Gli esami devono ripartire"

La pandemia di Covid-19 ha nuovamente travolto il settore delle autoscuole, già duramente colpito con il lockdown primaverile”.

A dichiararlo sono Elisabetta Ripani, deputata grossetana di Forza Italia, e l’onorevole toscano del partito azzurro Stefano Mugnai.

“Un comparto che conta 7000 realtà a livello italiano dando lavoro a circa 30000 persone, circa 500 sono le aziende in Toscana ed una trentina nella sola provincia di Grosseto – spiegano Ripani e Mugnai -. A seguito del Dpcm che ha colorato lo stivale in base alle zone di rischio, il Ministero dei Trasporti ha disposto la sospensione degli esami di guida in fascia rossa. La Toscana è retrocessa in zona rossa dallo scorso 15 novembre e per le autoscuole locali è di nuovo crisi nera: drastica riduzione delle attività ed insostenibile accumulo di nuovi arretrati che ingolferanno il sistema. Oltre al danno anche la beffa: autoscuole, scuole nautiche e centri di consulenza risultano aperti ai sensi del Dpcm e quindi esclusi dai decreti ristori”.

“Il ministero ritiene gli esami di guida rischiosi per la diffusione del contagio, ma è assolutamente insensato che questo ragionamento valga anche per esempio per le patenti A, C, D ed E, che rispettano indiscutibilmente la distanza sociale tra allievo ed esaminatore. La prevenzione è sacrosanta, ma è doveroso anche non limitare quelle attività che non comportino rischi per la salute pubblica. Il Governatore della Toscana è stato interessato della questione dal coordinatore regionale di Confarca (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici) tramite missive che non hanno mai ricevuto risposta – terminano i due deputati di Forza Italia -. Il presidente Giani e l’assessore regionale ai trasporti Baccelli intercedano presso il Governo per le autoscuole toscane: almeno gli esami di guida delle patenti per le moto e le categorie C, D, E devono immediatamente ripartire anche in zona rossa e, soprattutto, il settore deve essere ricompreso nei decreti ristori”.

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