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Inceneritore, Forza Italia: “La Regione si astiene dal decidere, ribadiamo il nostro no”

"Sulla vicenda dell’inceneritore di Scarlino la sinistra ha sempre creato danni in questi decenni"

Continua la telenovela sull’inceneritore di Scarlino: la Regione Toscana, concedendo la proroga di 180 giorni per il ‘revamping’ dell’impianto, mette nuovamente in stand by la puntata in attesa del risultato delle ormai imminenti elezioni regionali, passando di fatto la palla a chi subentrerà al nuovo governo della Toscana. Questa partita si concluderà quindi dopo il voto di settembre, quando saranno ormai chiari gli assetti politici alla guida della Regione“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono la deputata grossetana di Forza Italia Elisabetta Ripani e il coordinamento comunale di Forza Italia Scarlino.

“Sulla vicenda dell’inceneritore di Scarlino la sinistra ha sempre creato danni in questi decenni, mantenendo posizioni ambigue che hanno gettato continue ombre, incertezze e diatribe sulle sorti dell’impianto, senza mai arrivare a mettere un punto fermo – continua la nota -. Ad aprire le danze è proprio Marras, in veste di presidente della Provincia di Grosseto, che concede le prime autorizzazioni, per poi rivendicare la sua contrarietà ad un ‘ferro vecchio ed obsoleto’. Da ultimo, l’aspirante Governatore Eugenio Giani pronto a ‘procedere a dritto con i carri armati’ pur di far ripartire l’inceneritore, per poi smentire goffamente le sue esternazioni una volta annusata la mal parata e la protesta dal territorio maremmano“.

“Oggi la Regione si astiene dal decidere e proroga a Scarlino Energia i termini per la consegna della documentazione. Le azioni della sinistra sono ovviamente orientate dal voto di settembre ed il timore è che questo tergiversare celi una reale volontà di andare avanti con l’inceneritore. In questo teatrino che fa da triste contorno alla vicenda, Forza Italia è l’unico partito che a livello locale ha mantenuto una posizione netta e coerente in questi anni sull’impianto di Scarlino – termina il comunicato -. Ribadiamo ancora una volta la contrarietà all’apertura dell’impianto in questione senza se e senza ma, in una piana che è già inquinata e compromessa da un’attività chimico-industriale ultradecennale e che rischia di pagare un prezzo troppo alto in termini di salute pubblica e di tutela dell’ambiente“.

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