Pubblicato il: 19 Settembre 2016 alle 10:07

Follonica

Intense giornate di formazione per i docenti dell’istituto Leopoldo di Lorena di Follonica

L’anno scolastico 2016/17 dell’Istituto Comprensivo Leopoldo di Lorena di Follonica è iniziato per tutti i ragazzi, e per i docenti è stato preceduto da due intense giornate di formazione. La scorsa settimana infatti i circa 90 docenti della scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado, insieme alla loro dirigente Paola Brunello hanno seguito il corso intitolato “Educare alla parità. Proposte didattiche per orientare in ottica di genere ”, finalizzato a fornire agli insegnanti strumenti e metodologie per promuovere fin dall’infanzia la parità di genere.
Lo ha curato l’Associazione Olympia de Gouges, che da molti anni gestisce i Centri Antiviolenza della provincia di Grosseto, insieme al Punto di Ascolto di Follonica, su sollecitazione di un gruppo di docenti che da tempo si interrogavano sul ruolo che, chi si occupa dell’educazione delle giovani generazioni, può giocare in un contesto sociale in cui la violenza contro le donne, fino ai femminicidi, e’ diventato una triste costante nella cronaca del nostro paese.

Nell’ultimo collegio del mese di giugno la proposta è stata accolta all’ unanimità e la conduzione del corso è stata affidata ad Irene Biemmi, ricercatrice all’Università di Firenze, esperta in Pedagogia di genere e autrice di numerosi libri in cui racconta il risultato delle sue ricerche in questo campo. Autrice inoltre di libri per l’infanzia, Biemmi è curatrice per l’editore Giralangolo di una collana interamente dedicata all’abbattimento degli stereotipi sessisti nei libri illustrati.

Il corso si è articolato in quattro moduli di tre ore ciascuno in cui sono stati approfonditi i temi relativi alla costruzione dell’identità di genere femminile e maschile. Partendo dall’analisi della nostra lingua italiana di uso comune, sono stati analizzati e decodificati stereotipi che ancora oggi vengono proposti in maniera acritica dalle varie agenzie di formazione quali la famiglia e la scuola, e dai mass media, stereotipi che ciascuno di noi ha così interiorizzato da non esserne pienamente consapevole.

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