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Verso il ballottaggio, Follonica nel Cuore: “Bene solidarietà diffusa proposta da Di Giacinto”

In questi tempi di emergenza globale, in cui tutte le nazioni del mondo sono impegnate a combattere contro il virus, il numero dei morti tocca livelli inimmaginabili, persone che perdono i loro cari senza poterli salutare un’ultima volta e altrettanti perdono il lavoro e i mezzi di sopravvivenza quotidiana precipitando in condizioni di povertà, tutti i Paesi stanno riscoprendo e mettendo in campo un’arma straordinaria: la solidarietà“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Follonica nel Cuore.

“Ovunque nascono iniziative volte a supportare fasce di popolazione in difficoltà, dalle più piccole come i cestini di Napoli (chi può metta, chi non può prenda), alle più eclatanti, come le donazioni di milioni di euro in Lombardia per comprare mascherine e respiratori da distribuire negli ospedali –  continua la nota -. L’Inps ha cominciato ad accreditare il bonus da 600 euro ai 4 milioni di italiani che lo hanno richiesto, alcune compagnie assicurative hanno regalato ai loro clienti la rata dell’assicurazione di marzo e persino alcuni proprietari di immobili hanno rinunciato al pagamento degli affitti per non mettere in difficoltà le famiglie più disagiate. Tutti, ma proprio tutti, stanno contribuendo con piccoli o grandi gesti al sostegno dei bisognosi“.

“Noi come movimento civico, condividiamo quanto dichiarato da Massimo Di Giacinto di agire secondo un principio di buonsenso: la ‘solidarietà diffusa’ – sottolinea Follonica nel Cuore -. E l’Acquedotto del Fiora, l’Ato, Sei Toscana, cosa stanno facendo? Il Fiora, che mesi fa annunciava investimenti da 300 milioni di euro sul territorio, non ha neppure pensato di sospendere il pagamento delle bollette di marzo, o perlomeno di abbassarlo drasticamente per dimostrare agli utenti, a noi, cittadini in difficoltà, che in questo momento drammatico l’azienda vuole fare la sua parte dimostrandosi solidale e generosa. Al contrario, insensibile all’emergenza e alle difficoltà oggettive della comunità intera, sta sollecitando i pagamenti dei ritardatari. E questa vi sembra una dimostrazione di solidarietà?“.

“Massimo Di Giacinto fin dall’inizio ha suggerito a tutte le aziende pubbliche (e non solo) di agire secondo un principio di buonsenso: la ‘solidarietà diffusa’. Siamo tutti sulla stessa barca e ne usciremo solo se tutti insieme agiremo nel bene comune, lasciando da parte egoismi e tornaconti personali – termina la nota. Quando tutto questo sarà finito saranno necessari numerosi tavoli di confronto per inchiodare il gestore alle proprie responsabilità. L’acqua è un bene essenziale, nessuno deve esserne privato e, dopo questa terrificante pandemia, chi gestisce uno dei business più proficui del pianeta dovrà inevitabilmente imparare a ragionare in modo diverso: più attenzione all’ambiente curando e rinnovando strutture e impianti, più attenzione ai diritti di tutti“.

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