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Piano strutturale, Follonica a Sinistra: “Tutelato ambiente e garantite nuove attività produttive”

Venerdì 12 novembre, il Consiglio comunale di Follonica ha adotto il nuovo Piano strutturale.

Con l’adozione del Piano si fissano così i confini urbanizzati della città – spiega Enrico Calossi, capogruppo di Follonica a Sinistra -. Come diciamo da tempo: Follonica ha due confini: da un lato, uno naturale, rappresentato dal mare; dall’altro lato, uno storico, rappresentato dalla vecchia Aurelia. Oggi il confine dell’Aurelia viene fissato definitivamente come limite della zona urbanizzata: si costruirà solo a valle dell’Aurelia, mentre oltre, nel territorio di Valli, della campagna e di Montioni, si potranno realizzare solo interventi limitati, a basso impatto ambientale e concordati, uno ad uno, con l’ufficio ambiente della Regione. Fissare definitivamente questo limite era uno degli obiettivi che ci eravamo stabiliti nel 2019 quando abbiamo stipulato l’alleanza elettorale e di governo con la lista civica per Andrea Benini e con il Partito Democratico follonichese: bene così, obiettivo raggiunto con il contributo di tutti”.

“Per quanto riguarda la zona urbanizzata, cioè il territorio tra l’Aurelia e il mare, il consumo di suolo previsto dal Piano strutturale è minimo ed è minore rispetto a quanto prevedeva il vecchio Piano regolatore del 2005. Limitare l’impatto umano sull’ambiente non è qualcosa che vogliamo sentir dire solo ai potenti della terra, riuniti nel G20 o nel Cop26, ma è qualcosa che dobbiamo dire e fare anche nel nostro territorio. Limitare l’uso del cemento è uno degli strumenti per combattere il cambiamento climatico – sottolinea Calossi –Ovviamente non tutti gli interventi edilizi sono uguali: per questo nello strumento adottato abbiamo voluto limitare drasticamente la possibilità di costruire nuove abitazioni, che troppo spesso a Follonica diventano seconde case, mentre vogliamo consentire l’apertura e la costruzione di nuove attività produttive: soprattutto turistico-ricettive nella zona di Pratoranieri e commerciali-artigianali nella zona industriale”.

“Siamo consapevoli che molte persone a basso reddito non riescono a comprare alloggi e a locare appartamenti a Follonica. Pensiamo che questo aspetto critico non si possa risolvere costruendo più case da immettere nel libero mercato, ma pensiamo che una soluzione possa essere la realizzazione di alloggi fuori dal mercato, con strumenti come l’housing sociale, l’edilizia convenzionata e le case popolari – spiega Calossi –. Inoltre, per quanto riguarda le locazioni, pensiamo e stiamo realizzando, per adesso sulla Tari e sull’imposta di soggiorno, una politica fiscale che favorisca quei proprietari che affittano la casa tutto l’anno e che sfavorisca chi mette la casa a reddito solo d’estate.  Inoltre, abbiamo previsto una corposa previsione per quanto riguarda il riuso degli edifici, in un’ottica di rigenerazione urbana. Ci sono abitazioni private che necessitano importanti interventi di abbattimento e ricostruzione e lo stesso deve essere fatto per numerosi capannoni in zona industriale. Il riuso, e non il nuovo consumo di suolo, potrebbe essere lo strumento per dare linfa al settore dell’edilizia, che nella nostra città è storicamente importante perché occupa tanti addetti”.

“Per queste ragioni, dunque, abbiamo votato in modo favorevole al nuovo Piano strutturale, ben sapendo che si tratta solo di un primo passo. Dopo l’arrivo delle osservazioni dei cittadini, dovremo approvare definitivamente il Piano e poi dovremo adottare il nuovo Piano operativo, che fissa nel dettaglio le volumetrie che il Piano strutturale indica a livello generale – termina Calossi. Ci fa piacere infine che le destre abbiano votato no al Piano strutturale: significa che la politica ancora conta qualcosa e che sulle scelte importanti per la città ci possano essere visioni opposte in campo: da un lato, noi che proviamo a ridurre al minimo il consumo di territorio e che prevediamo la costruzione, in via prioritaria, solo di nuove attività produttive o di abitazioni fuori dal mercato; e dall’altro, le destre che perseguono e difendono altre strategie e altri interessi”.

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