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Rigenerazione urbana: finanziata la ‘rinascita’ di 6 centri in provincia di Grosseto

Ceccarelli: "La Toscana sostiene le piccole realtà pronte a scelte innovative e di sviluppo"

La rigenerazione e l’innovazione urbana sono fondamentali per limitare il consumo di nuovo suolo e per migliorare la qualità della vita delle persone, rinnovando i servizi e combattendo il degrado.

Per favorire la trasformazione del patrimonio edilizio esistente all’interno delle città e ridurre il consumo di suolo, sono stati finanziati dalla Regione Toscana numerosi progetti, alcuni nelle aree più densamente abitate (tramite circa 49 milioni di risorse europee Por Fesr) ed altri nelle aree interne (10,6 milioni di risorse esclusivamente regionali).

La rigenerazione urbana non può riguardare solo le aree popolate – spiega l’assessore regionale al governo del territorio, Vincenzo Ceccarelli: anche i centri più piccoli hanno bisogno di riqualificare i loro spazi e innovare le funzioni del patrimonio immobiliare. Per questo abbiamo pensato ad un bando specifico per le aree interne, tramite il quale abbiamo assegnato inizialmente circa 4 milioni, poi altri 6,6 milioni per scorrimento graduatoria. In questo modo sono stati finanziati 36 interventi (su 58 richieste giunte) in 32 Comuni e 6 di essi sono nella provincia di Grosseto: Monterotondo Marittimo, Roccastrada, Massa Marittima, Gavorrano, Arcidosso e Santa Fiora“.

La lotta al consumo di suolo – prosegue Ceccarelli passa anche dal riuso, dalla trasformazione del tessuto urbano già esistente, ma sottoutilizzato o degradato. Crediamo in questa strada e la stiamo portando avanti con convinzione e con importanti risorse economiche. L’alto numero di proposte ricevute testimonia l’importanza di questi interventi e l’impegno delle amministrazioni comunali per riqualificare le proprie aree urbane. Con questo bando abbiamo voluto sottolineare la nostra attenzione alle esigenze di realtà piccole, ma pronte a fare scelte innovative e di sviluppo”.

Ecco nel dettaglio i progetti finanziati nella provincia di Grosseto:

Monterotondo Marittimo – Progetto di riqualificazione ex cinema Acli (178.630 euro)

L’intervento riguarda la riqualificazione funzionale di un immobile denominato ex Acli, attualmente inutilizzato e in stato di degrado, per destinarlo a sala polifunzionale da utilizzare per iniziative pubbliche, private e di associazionismo, al fine di creare un punto di aggregazione a servizio della comunità (incontri sociali e culturali). E’ previsto in particolare l’utilizzo degli spazi per lo sviluppo di un progetto sull’invecchiamento attivo (Active Agein) con terapia specifica per il benessere psicomotorio del malato di Alzheimer e del suo familiare (Riabilitango). Completa l’intervento la realizzazione di un percorso pedonale di collegamento dell’immobile con le aree a parcheggio e il centro cittadino.

Massa Marittima – Trasferimento Museo di arte e storia delle miniere Subterraneo (275.398 euro)

L’intervento prevede la riqualificazione di un edificio ex scolastico risalente agli anni ‘30 del Novecento per trasferirvi il Museo di arte e storia delle miniere, che verrà posto in diretta connessione con l’adiacente Museo della miniera in galleria, tramite un unico percorso museale; sono previste anche opere di efficientamento energetico. Obiettivo è la creazione di un unico polo espositivo denominato Subterraneo, in ampliamento a quello esistente del Museo della miniera, destinato ad accogliere oltre agli spazi espositivi anche ambienti polivalenti (per finalità culturali, sociosanitarie, per servizi, lo svago ed il fitness), al fine di favorire l’aggregazione sociale e culturale.

Gavorrano – Realizzazione della nuova biblioteca comunale all’interno dell’edificio minerario ex Bagnetti (254.149 euro)

L’intervento riguarda il riuso di un edificio minerario (ex Bagnetti), dismesso dopo la chiusura dell’attività mineraria del Comune, quale parte di un più ampio progetto di recupero dell’immobile operato dal Comune e finalizzato alla realizzazione della nuova biblioteca comunale. L’intervento, che prevede il trasferimento della biblioteca dall’attuale sede, incongrua per motivi strutturali e dimensionali senza creare nuove volumetrie, consentirà di conferire una funzionalità ulteriore e strategica all’edificio, rafforzandone il valore simbolico e culturale di “Porta del Parco”.

Il trasferimento della biblioteca comunale dalla vecchia sede di piazza XXIV Maggio al piano terra dello stabile degli ex Bagnetti – spiega il sindaco di Gavorrano, Andrea Biondici consente di ampliare e innalzare la qualità dell’offerta dei servizi bibliotecari e di risolvere il gravoso problema dell’accessibilità. Tutto questo con un progetto di rigenerazione urbana, che valorizza strutture già esistenti, evitando il consumo di suolo e la costruzione di nuove volumetrie. Inoltre, la futura biblioteca di Gavorrano si inserisce in una struttura di alto valore storico e simbolico, legata al nostro passato minerario, una struttura che riunisce al proprio interno altri importanti istituti culturali, come il costituendo Geomet, Museo della geodiversità e delle miniere delle Colline Metallifere, il centro congressi, la galleria espositiva, la sede e la Porta del Parco nazionale delle Colline Metallifere, e l’infopoint turistico del Comune di Gavorrano. Gli ex Bagnetti sono in una posizione geografica strategica per ospitare i servizi culturali: sono vicini al polo scolastico, hanno un ampio parcheggio e sono facilmente raggiungibili da ogni centro del territorio comunale”.

Nella nostra idea di cultura – prosegue il sindaco la nuova biblioteca non sarà più solamente un ‘serbatoio’ di libri, ma un partner attivo nella diffusione della cultura e un luogo sociale. Accanto ai volumi offrirà riviste e giornali, sarà dotata di tecnologia wi-fi e postazioni per la ricerca internet. Oltre agli spazi dedicati alla lettura, ci saranno aree per le animazioni, le conferenze e le attività didattiche, ma anche per manifestazioni culturali, lezioni, laboratori, presentazioni di libri. La memoria mineraria di questo splendido luogo sarà ben visibile vicino alla zona ragazzi, dove uno spazio è stato riservato all’esposizione di un’auto storica: l’ambulanza della Miniera, uno splendido veicolo degli anni ’50 della Montecatini, ancora con i colori originali, perfettamente conservato, con logo e dicitura della miniera. L’auto sarà posta su una pedana al centro dell’area ragazzi con un’illuminazione particolare, in modo da caratterizzare tutta la biblioteca. Inoltre, la memoria mineraria sarà conservata all’interno dell’archivio minerario delle attività estrattive della società Montecatini, un piccolo archivio attualmente di proprietà del Comune, costituito da mappe, piante e sezioni della miniera di Gavorrano e di altre miniere della Montecatini”.

L’edificio dei Bagnetti è stato costruito nel 1962 dalla Società mineraria Montecatini che gestiva la Miniera di pirite di Gavorrano. La sua funzione originaria era quella di ospitare gli spogliatoi e i servizi per i minatori. Una galleria ancora presente collegava direttamente la struttura di servizio al pozzo da dove i minatori scendevano nel sottosuolo. L’edificio ha una forma rettangolare con due corpi a due piani e una galleria centrale a doppio volume. Le finiture, gli infissi e le coperture sono quelle tipiche degli edifici industriali dell’epoca, molto sobri e di fattura semplice. Dopo la chiusura della miniera nel 1983, ha ospitato gli impianti e i servizi di una fabbrica artigianale di pannelli. Nel 2001 l’edificio è stato acquistato dal Comune di Gavorrano, che lo ha inserito all’interno del progetto culturale e di sviluppo turistico del Parco Minerario. Il Comune ha avviato il recupero della struttura per stralci funzionali. Questo percorso durato diversi anni, consente oggi, di garantire a Gavorrano un centro polifunzionale culturale all’avanguardia, di servizio al Parco nazionale delle Colline Metallifere, che svolge al tempo stesso una funzione di accoglienza turistica, essendo Porta del Parco e centro congressi.

Roccastrada – Rigenerazione urbana dell’area di intersezione viaria tra via Montemassi, via Collacchia, via Toscana e via del Daccialone a Ribolla (532.465 euro)

L’intervento prevede la riqualificazione di un’area degradata posta nella frazione di Ribolla, mediante il recupero e la riqualificazione di un edificio di proprietà comunale fatiscente e dismesso e il rinnovo delle connessioni del contesto urbano, riorganizzando il patrimonio edilizio e la viabilità esistente. Nello specifico è prevista la realizzazione di una rotatoria, l’allargamento e la realizzazione di marciapiedi (anche funzionali alle nuove scuole), la riqualificazione di un piccolo parco urbano, la demolizione dell’immobile comunale e la realizzazione di un nuovo edificio da adibire a centro servizi sanitari collettivi.

Arcidosso – Ristrutturazione urbanistica del complesso ex mattatoio (112.000 euro)

L’intervento riguarda il riuso di alcuni volumi esistenti, un tempo destinati a mattatoio comunale, che l’amministrazione comunale intende mettere a disposizione del tessuto associativo del Comune per le attività che vengono svolte durante l’anno (nei campi del sociale, della protezione civile, della cultura e del turismo), quale sede delle associazioni e punto di riferimento logistico organizzativo per le loro attività, in particolare per quelle di Protezione Civile. La proposta riguarda il primo di due stralci funzionali, con interventi di ristrutturazione e realizzazione di nuove tettoie.

Santa Fiora – Restauro e allestimento museografico di Palazzo Sforza Cesarini (800.000 euro)

Il progetto riguarda il restauro e l’allestimento museografico di Palazzo Sforza Cesarini, da tempo inutilizzato, fortemente identitario del contesto urbano, con lo scopo di restituirne la fruizione alla collettività. La proposta in esame riguarda il primo stralcio, che interessa la porzione nord-orientale del sistema palaziale.

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