Pubblicato il: 7 Febbraio 2019 alle 15:36

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Clochard morto in uno scantinato: un uomo fermato per omicidio

Lunedì scorso, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Grosseto hanno eseguito un decreto di fermo d’indiziato di delitto nei confronti di un cittadino rumeno di 37 anni in relazione all’omicidio del senzatetto moldavo Petru Leorda, il cui cadavere è stato rinvenuto lo scorso 25 gennaio in uno scantinato di via Adriatico.

Le indagini, iniziate subito dopo la scoperta del cadavere, coordinate dalla Procura della Repubblica di Grosseto, sono state svolte dagli agenti dalla Squadra Mobile della Questura di Grosseto.

Sul posto sono state acquisite le prime informazioni dai testimoni presenti che avevano allertato i soccorsi. I poliziotti, intervenuti immediatamente sul posto, avevano accertato che non era presente l’altro clochard che viveva insieme al Leorda.

Le attività investigative hanno permesso, grazie ad una completa conoscenza da parte della Squadra Mobile del contesto ambientale frequentato dalla vittima, di rintracciare in un altro ambito cittadino non solo il clochard che abitualmente dormiva con il Petru, ma anche altri due cittadini rumeni che erano in sua compagnia all’interno di una roulotte.

Il clochard presentava evidenti segni di lesioni sul viso e sono stati rinvenuti capi di abbigliamento imbrattati di sangue, che sono stati sequestrati.

Tutti gli uomini individuati sono stati dunque condotti in Questura locali per le successive e necessarie attività di polizia giudiziaria, che sono state dirette e svolte in prima persona dal Sostituto Procuratore di turno intervenuto sul posto in cui era stato rinvenuto il cadavere.

Subito dopo la scoperta del cadavere, sono state acquisite le dichiarazioni rese dalle persone accompagnate presso gli uffici della Squadra Mobile, a seguito delle quali è stata ricostruita, anche se con difficoltà dovuta all’alterazione da abuso di sostanze alcoliche da parte degli uomini fermati, la vicenda che aveva determinato sia la morte del Leorda sia le lesioni al viso del clochard, che normalmente dormiva insieme al moldavo ucciso, ad opera di un terzo cittadino rumeno che era presente anch’esso all’interno degli uffici della Squadra Mobile.

Le attività tecniche d’intercettazione, immediatamente disposte dalla Procura della Repubblica di Grosseto ed attivate ed eseguite dalla Squadra Mobile, hanno permesso di ottenere i primi riscontri alle dichiarazioni acquisite in merito alla dinamica dei fatti; dichiarazioni che sono state poi circostanziate ulteriormente e corroborate dagli oggettivi riscontri scaturiti dalla visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza di negozi presenti nella zona del quartiere Pace sia dall’analisi del traffico telefonico dei soggetti coinvolti.

L’autopsia svolta dal consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica ha permesso di accertare che il Leorda era deceduto a seguito di un’azione violenta posta in essere ai suoi danni, che aveva determinato fratture costali multiple per traumatismo meccanico di tipo contusivo per schiacciamento, che hanno causato insufficienza respiratoria e il conseguente arresto cardiorespiratorio.

In relazione ai riscontri acquisiti ed in relazione al fatto che l’attività investigativa in corso ha permesso di appurare che l’uomo gravemente indiziato in merito al delitto aveva manifestato l’intenzione di lasciarel’Italia, la Procura della Repubblica ha emesso il decreto di fermo d’indiziato per il delitto di omicidio preterintenzionale nei confronti di un uomo che era già stato individuato la sera stessa del rinvenimento del cadavere come sospettato, dopo essere stato rintracciato in compagnia del clochard amico del deceduto, che ha riferito di aver assistito ai fatti, ossia alla violenta aggressione ai danni del Leorda posta in essere da parte del rumeno, poi sottoposto a fermo, nella nottata tra il 24 ed il 25 gennaio scorsi, nella zona dei garage di via Adriatico per futili motivi connessi all’accusa di furto di un pacchetto di sigarette.

Lunedì scorso, l’indagato è stato rintracciato nei pressi del centro di Grosseto, sottoposto a fermo da parte della Squadra Mobile e quindi rinchiuso nel carcere di Grosseto.

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