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Tentato omicidio in via Damiano Chiesa: fermati due giovani

Ecco la ricostruzione dell'accoltellamento fatta dai Carabinieri

Due persone sono state fermate dai Carabinieri con l’accusa di tentato omicidio, in seguito all’accoltellamento di un uomo di 36 anni, di origine libiche, avvenuto domenica 28 marzo in via Damiano Chiesa, a Grosseto.

Si tratta di due uomini di 23 e di 17 anni, entrambi tunisini, con precedenti in materia di stupefacenti.

Le indagini che hanno portato al fermo dei due tunisini sono state ricostruite dal Comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Giuseppe Adinolfi, e dal Comandante del Nucleo investigativo dell’Arma, il tenente colonnello Matteo Orefice, nel corso di una conferenza stampa

Nel pomeriggio di domenica 28 marzo, intorno alle 17, i due nordafricani, insieme ad un altra ragazza, una grossetana di 29 anni, fidanzata con il 23enne, si sono incontrati con il 36enne, giunto all’appuntamento con la compagna, una grossetana.

A quel punto, si è accesa una discussione fra i tre uomini ed il 17enne ha strappato un pacco dalle mani del 36enne, che non è mai stato ritrovato e all’interno del quale probabilmente c’erano circa 40 grammi di cocaina. L’uomo è stato quindi colpito prima con calci e pugni, poi da una coltellata inferta al torace dal 23enne. Nel frattempo, la sua compagna, che ha dichiarato successivamente agli inquirenti di non conoscere il motivo dell’accoltellamento, si era allontanata un attimo per indossare dei pattini.

La vittima ha provato ad inseguire i suoi aggressori, ma dopo pochi metri è stramazzato al suolo con un polmone perforato. Una volta arrivato sul posto, un Carabiniere ha provveduto a tamponargli la ferita con il suo giubbotto.

Il 36enne è stato trasportato con l’elisoccorso Pegaso all’ospedale di Siena, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico e, dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva sospeso tra la vita e la morte per alcuni giorni, le sue condizioni sono migliorate ed è stato dimesso.

Le indagine condotte dai Carabinieri sono scattate subito dopo l’aggressione e hanno visto scendere in campo tutti gli uomini a loro disposizione, compresi i militari del Nucleo investigativo. La macchina investigativa si è avvalsa di testimonianze di passanti e residenti della zona, oltre che di immagini carpite da sistemi di videosorveglianza privati.

E, proprio grazie ad alcuni filmati, il giorno successivo all’accoltellamento è stato fermato il primo uomo, un 17enne, pregiudicato e senza fissa dimora.

Le telecamere presenti in via Damiano Chiesa e nelle vie limitrofe, infatti, subito dopo l’aggressione avevano ripreso un uomo che stava fuggendo in sella ad una bici nera da donna. Lo stesso mezzo è stato notato lunedì 29 marzo nei pressi della stazione di Grosseto. I Carabinieri in borghese si sono avvicinati alla persona che stava spingendo a mano la bici che, a quel punto, ha lanciato il mezzo addosso ai militari e poi si è dato alla fuga.

Il 17enne è stato bloccato in via Crispi dopo un breve inseguimento ed è stato condotto nel centro di prima accoglienza di Firenze.

Il secondo indagato è stato individuato ad Empoli martedì 6 aprile, grazie ad una certosina attività investigativa condotta dai Carabinieri, con il coordinamento della Procura di Grosseto.

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, l’uomo avrebbe lasciato Grosseto poco dopo il fatto e si sarebbe nascosto a casa di qualche conoscente. Nel frattempo ha consegnato il suo cellulare al 17enne che era con lui al momento dell’aggressione e ha preso un altro telefonino, che però, nei giorni successivi, ha acceso pochissime volte.

Ieri, la sua fidanzata ha preso il treno ed è scesa a Pontedera, dove nel frattempo era arrivato anche il 23enne. Entrambi hanno spento i cellulari, ma questo espediente non ha permesso loro di essere comunque fermati dai Carabinieri. La ragazza è stata perquisita: negli slip aveva nascosto 40 grammi di eroina e quindi è stata arrestata. Adesso si trova ai domiciliari, mentre il compagno è stato rinchiuso nel carcere di Pisa, dove è stato convalidato il fermo.

Ringrazio i cittadini grossetani – ha dichiarato il comandante Adinolfiperchè le loro testimonianze ci sono state di grande aiuto per fermare i responsabili dell’aggressione“.

Ancora da chiarire i veri motivi della lite: non si esclude che il tutto possa essere maturato in un ambito di cessione di droga. A questo proposito, le indagini della Procura e dei Carabinieri vanno avanti, come anche la ricerca delle persone che in questi giorni possano aver aiutato il 23enne a nascondersi.

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