Nuovo Coeso, Fare Grosseto e Per Grosseto: “Troppi dubbi sulla fusione”

Fare Grosseto e Per Grosseto di Paolo Borghi esprimono dubbi sull’operazione di fusione in un’unica Società della salute, quella grossetana, che comprende tre zone socio-sanitarie, ossia area grossetana, colline metallifere e Amiata grossetana.

“Il primo dubbio è relativo al numero di Comuni: ben 20, sui 28 che costituiscono la provincia di Grosseto, sono interessati dal provvedimento – si legge in un comunicato congiunto delle due associazioni -. Comuni con caratteristiche tutt’altro che omogenee. Si passa dal Comune capoluogo, con bisogni assimilabili alle realtà metropolitane, problematiche sulle periferie (disoccupazione, degrado ambientale, scarsa sicurezza, povertà), bisogni legati all’invecchiamento della popolazione con tutte le variabili collegate (assistenza domiciliare integrata, inserimenti in Rsa, ecc..) e difficoltà di famiglie disfunzionali a tutelare i propri figli, ai Comuni costieri che hanno ossigeno solo nei mesi estivi, mentre nel resto dell’anno manifestano bisogni legati alla povertà e all’inclusione sociale, per arrivare ai Comuni montani (nel distrettone sono presenti ben due comunità montane) che vivono isolamento sia culturale che sociale“.

“Anche la popolazione compresa nella fusione dell’unica Società della Salute, con più di 170.000 abitanti, risulta una criticità, per non parlare delle distanze chilometriche tra il centro, ovvero Grosseto, e il resto del distretto, con strade tutt’altro che agevoli e semplici da percorrere – continua la nota -. Ciò che preoccupa è che questa operazione, spacciata come finalizzata all’ottimizzazione dei servizi, sia invece solo un’operazione di risparmio a danno dell’efficienza e delle risposte efficaci e appropriate da dare ai cittadini che manifestano bisogni sempre più stringenti e indifferibili. Non si può trascurare che si stia profilando uno scenario fatto di riduzione di sportelli e servizi nelle zone più distanti dalla sede del distrettone, ossia Grosseto. Questo preoccupa perché quando è stata avviata la riforma delle Asl in Toscana, a seguito della quale Grosseto si è unita a Siena e Arezzo, era stato garantito che il capoluogo maremmano non avrebbe perso niente. A due anni dalla riforma, invece, assistiamo allo smantellamento inesorabile delle dotazioni di Grosseto”.

“Tutto è concentrato ad Arezzo e Siena, mentre Grosseto ha solo uffici periferici, proiezione di quelli aretini e senesi. L’ospedale sta perdendo specializzazioni, quali la chirurgia, la neurochirurgia, non ha più la centrale operativa del 118, che è stata accorpata a Siena, mentre Arezzo ha mantenuto la propria in autonomia. Nei presidi ospedalieri, specialistiche come la pediatria, oculistica, ortopedia, si stanno perdendo, nell’ospedale di Massa Marittima il pediatra è previsto per 6 ore, a Orbetello per 12. Tutto questo deve far riflettere, potrebbe accadere anche al distrettone grossetano – termina il comunicato -. Per questo Fare Grosseto e Per Grosseto chiedono a Giacomo Termine, presidente della Conferenza aziendale, che tenga alta l’attenzione e che stimoli i colleghi della Conferenza dei sindaci del distrettone a vigilare sui servizi erogati e sull’impiego delle risorse, ossia quante vanno in prestazioni e quante in costi di gestione, Domani ed emolumenti vari“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Top