Pubblicato il: 2 Settembre 2017 alle 22:05

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Bomba d’acqua a Follonica, Chirici: “Necessaria ricognizione urgente, il clima è cambiato”

La sollecitazione di Cna è utile perché coglie parte del problema, senza polemiche inutili e superflue”.

Ettore Chirici, capogruppo di Gente di Follonica in Consiglio comunale, interviene sulla bomba d’acqua che ha colpito venerdì la Città del Golfo.

“Quello di venerdì mattina è stato un incredibile fenomeno atmosferico: eccezionale in quella quantità di pioggia, associata a vento forte e trombe d’aria; ma piogge torrenziali di minor portata, eppure formidabili, non sono più un’eccezione, bensì sporadiche, ma ripetute ogni anno – spiega Chirici -. Dobbiamo trarne le conseguenze, per i cittadini, per le attività economiche, per il turismo”.

“Come tutte le città italiane, anche Follonica ha un sistema fognario pensato e realizzato in tempi diversi – continua Chirici -. Questa amministrazione ha avviato e programmato una serie di interventi importanti (rifacimento della rete in zona Cassarello – Salciaina, il progetto sul nodo delle pompe di sollevamento in via Palermo, per citare le scelte più importanti), i cui effetti non solo li avremo tra due o tre anni, ma, pur necessari, saranno poco efficaci nei tempi brevi, sul complesso della città. Occorre anche sottolineare che le vasche di colmata hanno evitato conseguenze dovute al Petraia ed alla Gora che, pur gonfi, sono rimasti nel proprio alveo. E’ una situazione di cui prendere atto, senza però rassegnazione alcuna. Pensare ad un adeguamento complessivo del sistema fognario è impensabile, in pochi anni, eppure qualcosa dobbiamo fare, a breve”.

“Nel 2016, la Giunta ha fatto eseguire una ricognizione sullo stato della rete in riferimento alla presenza di sedimenti. Adesso e rapidamente, occorre un’altra ricognizione: verificare i sistemi di pompaggio delle varie stazioni di sollevamento, l’adeguatezza per i sottopassi, le cause in alcuni punti critici, per esempio, viale Italia nel tratto Pagni – Eden, il sistema dei tombini. Non si tratta di aspetti risolutivi, ma certamente utili per condizioni non eccezionali come questa, eppure ormai frequenti nella loro consistenza – sottolinea Chirici -. In altre parole, occorre assumere il tema come una priorità e parlare chiaro alla cittadinanza: se così è, dovremo dedicarvi risorse tecniche ed economiche a scapito di altre spese. La politica deve assumersi la responsabilità del confronto e della chiarezza e definire un ‘patto’ con le imprese ed i cittadini”.

“Su questa base sarà possibile definire una strategia di lunga durata: rendere efficiente, anche in condizioni estreme, almeno un sottopasso; modificare una serie di tombini, artistici, ma poco pulibili ed inefficienti (via Roma e viale Italia); adeguare le pompe di sollevamento presenti in molti punti cruciali della rete fognaria, sistemare alcuni scarichi in prossimità delle spiagge (ad esempio all’Orchidea e presso l’Eden); verificare le cause di problemi purtroppo consolidati nelle fogne, come in viale Italia e nella zona artigianale – continua Chirici -. Quanto alla pulizia dei tombini, questa sconta il fatto che non può essere fatta troppo presto (si riempierebbero di nuovo) e, come successo adesso, pur avviata, incompleta al momento dell’evento atmosferico. Programmarla diversamente e più intensamente comporta oneri importanti – ineludibili – e deve far parte del ‘patto con i cittadini’”.

“Conoscenza, individuazione degli interventi, priorità e costi sono proposte della politica: su questo va avviato entro la fine dell’anno il confronto con i cittadini e le imprese, per giungere ad un primo piano condiviso – conclude Chirici -. E’ un tema da prendere di petto”.

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