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Verso le Regionali, Tellini: “Per l’ex Sitoco no a soluzione green, se ne deve occupare lo Stato”

"L'argomento viene ripreso regolarmente ad ogni campagna elettorale"

L’argomento viene ripreso regolarmente ad ogni campagna elettorale“.

A dichiararlo è Enrico Tellini, candidato del Pd al Consiglio regionale, che interviene sulla situazione dell’ex Sitoco di Orbetello.

“È più materia letteraria che urbanistica, e, comunque, poco politica – spiega Tellini -. I cittadini, soprattutto quelli che abitano lì, probabilmente sono anche stufi. Dopo 20 anni tra progetti via via annunciati e bonifiche eseguite a singhiozzo, è comprensibile il disinteresse generale. Ma rimane costante la preoccupazione per la salute delle persone e per l’ambiente. Le strade sin qui percorse non hanno portato a nulla o quasi. Il ruolo della proprietà della ex fabbrica è stato pressoché di secondo piano, anziché ‘motore’ e trascinatore per progetti che fossero all’altezza del luogo e alle dimensioni volumetriche, ha mantenuto un’immagine sottotono, tesa a proporre i consueti e classici investimenti immobiliari, senza mai offrire una visione strategica, di lungo respiro e di interesse nazionale. Occorre imboccare una strada diversa”.

Richiamarsi ora al fattore green non risolve il problema di fondo, che è legato alla intera bonifica delle aree e dei fabbricati che drenano enormi risorse finanziarie e che mai potrebbero compensarsi con i ricavi di vendite immobiliari. Lo Stato, come fece per la laguna, se ne deve occupare in prima persona. Inscindibile è infatti la connessione tra laguna e Sitoco, li lega la storia, la vicinanza, i problemi di inquinamento e l’estremo valore ambientale. Lo Stato, quindi noi cittadini, si dovrà ‘caricare’ di un fardello, come fu per la fase commissariale della laguna, al posto di quel privato che non c’è riuscito. Lo Stato ha molti strumenti finanziari, economici e tecnici adatti, appunto, a bonificare i siti Sin del Paese e, al contempo, può trovare risorse in seno anche alla stessa Unione Europea per rilanciare una funzione pubblica di quelle immense volumetrie, considerando anche la possibilità di un partenariato privato, perchè no? Ma la regia deve essere pubblica“, termina Tellini.

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