Pubblicato il: 15 Novembre 2013 alle 18:38

Attualità

Emergenza abitativa, senzatetto, dormitori: la mappa della povertà a Grosseto

Nel comune di Grosseto sono circa 7mila le persone che nel 2012 si sono rivolte a Coeso – Società della Salute. Questo sta ad indicare che su una popolazione di circa 80mila abitanti il 10 % dei cittadini ha trovato risposte nel sistema integrato dei servizi per una spesa complessiva di oltre 8milioni e 700mila euro.

Oltre ai 4 milioni di euro trasferiti a Coeso – Società della salute per l’erogazione dei servizi, il Comune spende altri 2 milioni di euro per il capitolo di bilancio del sociale, per un totale di 6 milioni di euro annui.

Altri 100mila euro, inoltre, sono stati stanziati per un nuovo fondo pensato per dare sostegno ai nuovi casi di emergenze economiche come i cassaintegrati, i disoccupati, i pensionati al minimo in difficoltà.

La spesa procapite complessiva per i servizi sociali è di 115 euro. In particolare, di questi, 46 sono impegnati dall’amministrazione comunale per i servizi socio assistenziali (servizio sociale professionale, attività educativa di strada, cure tutelari e domiciliari, servizi residenziali in Rsa, servizi diurni per disabili, contributi economici per le povertà, servizi di prossimità e a bassa soglia in collaborazione con il volontariato), mentre 2 euro pro capite sono destinati a servizi collaterali (come quelli socio educativi o contributi per l’acquisto di materiale scolastico).

Alcuni interventi dei cosiddetti servizi di prossimità hanno visti impiegati:

  • 4.000 euro per favorire attraverso le associazioni di volontariato i soggiorni marini per i minori disabili di famiglie indigenti;
  • 2.000 euro in buoni spesa per beni di prima necessità;
  • 3.500 euro per l’acquisto di libri e materiale scolastico sempre per famiglie in gravi condizioni economiche;
  • 4.000 euro per contributi mirati a sanare i pagamenti delle utenze domestiche ed evitare così l’interruzione delle relative forniture (elettricità, acqua, gas)

Inoltre, l’Amministrazione comunale sostiene anche l’attività di Ceis e Caritas, ad esempio, attraverso il confezionamento di cestini alimentari da destinare ai casi di povertà estrema nei giorni di chiusura della mensa Caritas, a cui Coeso contribuisce con 20mila euro, e pacchi viveri che talvolta vengono anche consegnati a domicilio, attraverso una vasta rete di associazioni.

Altre iniziative promosse dal Comune in collaborazione con Camst e Coeso sono quelle relative al recupero degli alimenti nelle mense scolastiche (si tratta di prodotti integri e riutilizzabili nei giorni successivi) e consegnati dalla stessa Camst direttamente alle associazioni di volontariato, mentre la Carta del pane è il progetto che permette a 16 nuclei familiari, con o senza figli, in gravi situazione di disagio economico di ritirare cibo fresco e sano, dopo l’orario di chiusura, direttamente nei 14 esercizi pubblici cittadini che hanno dato la loro disponibilità.

“Per dare aiuti concreti a questi cittadini in un periodo di grave difficoltà anche per il sistema pubblico – spiega il sindaco Bonifaziè necessario trovare risposte integrate con tutti i soggetti, pubblici e privati, che operano in campo sociale”.

Ecco quindi l’importanza della collaborazione con il terzo settore e il volontariato.

Questi soggetti – chiarisce Fabrizio Boldrini, direttore di Coeso – Società della Salute  – non si sostituiscono al sistema pubblico, ma vanno a integrare le prestazioni degli enti, mettendo in pratica la ‘sussidiarietà orizzontale’ prevista anche dalla nostra Carta costituzionale”.

La collaborazione tra pubblico e privato arricchisce i risultati ottenuti, consente di dare risposte più precise e puntuali e di accompagnare i cittadini nel recupero della propria indipendenza e autonomia familiare.

Un altro fronte della povertà e nuove povertà è quello legato all’emergenza abitativa. Da gennaio Coeso gestisce questo settore per conto del Comune di Grosseto: si occupa quindi della raccolta e della valutazione delle richieste, dell’aggiornamento trimestrale della graduatoria degli aventi diritto e della gestione degli alloggi de “Il Poggio” di Roselle, la struttura che il Comune di Grosseto ha dedicato al settore.

All’inizio dell’anno, le persone in lista di attesa per l’alloggio in emergenza abitativa erano 130. Dopo un primo aggiornamento della graduatoria (ad aprile) sono scese a 110, a luglio sono 60, a ottobre 54.

Questo è accaduto perché da un lato, la verifica dei requisiti e alcuni controlli effettuati al “Poggio” ha reso evidente che alcune situazioni familiari erano modificate e che quindi non sussisteva più la condizione di “emergenza” alla base dell’assegnazione in quel complesso residenziale.

Inoltre, 8 famiglie si sono trasferite da Roselle in alloggi che l’Epg ha destinato al Comune per l’emergenza abitativa in attesa dell’imminente assegnazione della casa di edilizia residenziale pubblica.

Ma soprattutto, quello che ha contributo alla riduzione delle persone in lista è stato un approccio professionale ai problemi segnalati dagli utenti: le famiglie che presentano domanda di emergenza abitativa vengono prese in carico dal servizio sociale professionale e, spesso, insieme all’assistente sociale, concordano un progetto di uscita dallo stato di disagio. In moltissimi casi, con un piccolo aiuto le famiglie riescono a riacquisire autonomia e indipendenze e risolvere diversamente il problema casa.

“Non dimentichiamo che ‘Il Poggio’ è un ricovero di estrema emergenza e, di conseguenza, una sistemazione temporanea – spiega il sindaco Bonifazi -. L’assegnazione di una casa al ‘Poggio’ non è per la vita, ma in attesa di altre soluzioni, come gli alloggi di Edilizia residenziale pubblica che vede il Comune impegnato in prima linea insieme al gestore, ovvero all’Edilizia provinciale grossetana”.

Al Poggio ci sono 93 bilocali e monolocali, mentre sono circa 1600 gli alloggi di edilizia residenziale pubblica assegnati secondo un bando comunale che tiene conto di precisi requisiti economici e familiari. Il canone medio mensile è pari a 95,15 euro. Il canone più basso, ovvero il canone sociale, applicato a chi non ha reddito (circa il 10 per cento dei nuclei familiari assegnatari) è pari a 12,96 euro.

Previsioni

Per l’estate 2014 saranno disponibili alle Stiacciole 70 nuovi alloggi; inoltre, per via Sforzesca, è ormai alla fase conclusiva l’iter amministrativo per la ristrutturazione di 28 alloggi (per permettere questo intervento saranno impiegati 600 mila euro per sistemare temporaneamente nel periodo della ristrutturazione le famiglie dei 22 alloggi occupati) e per la realizzazione di altri 44 appartamenti; entro il 2014 è previsto il completamento delle procedure di cessione di altri 120 alloggi all’Epg da utilizzare per l’edilizia residenziale pubblica.

Senzatetto

È uno dei volti della povertà e del disagio sociale che non risparmia neanche Grosseto. Rimane, infatti, invariata, in città, le situazioni delle persone che dormono all’aperto. Tra zone evidenziate da tempo ormai, in alcuni quartieri cittadini, e altre poco fuori dalla città il numero dei senzatetto si aggira sui 50-60. Queste persone vengono comunque assistite dalle associazioni di volontariato e “monitorate” dai servizi, ma spesso non è facile inserirle in percorsi per uscire dalla loro condizione emergenziale.

A questa realtà – conclude il sindacol’amministrazione ha voluto riservare fondi sicuri e grande attenzione che, considerata la delicatezza delle situazioni, non vengono spesso sbandierate. Per dare assistenza a queste persone, comunque, viene portato avanti un importante lavoro di squadra che ci occupa tutti i giorni, durante tutto l’anno, e che vede il sistema pubblico in prima linea, affiancato da soggetti che, spinti da spirito solidaristico, non fanno mai mancare il loro apporto per cercare di arrivare, dove possibile, alla soluzione del problema”.

In prima linea a dare assistenza ai senzatetto, in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale insieme alla rete dei servizi pubblici e al volontariato cittadino, è la Ronda della carità e della solidarietà, che dal 1996 a Grosseto è impegnata nel sostegno agli emarginati e a cui il Comune ha messo a disposizione, gratuitamente, la sede.

L’obiettivo è quello di incontrare i senzatetto a cui offrire generi alimentari o di prima necessità, conforto e dialogo e quando possibile farsi da tramite e accompagnarli verso le strutture del territorio. Questa attività viene effettuata con l’ausilio della Croce rossa italiana e dell’associazione Anteas Grosseto, che si occupa in modo particolare di consegnare pacchi alimentari alle famiglie bisognose, ma anche vestiario e altri generi di prima necessità. Anche per queste ultime dure realtà l’ente offre spazi e materiale per la propria attività di volontariato.

Dormitorio – Progetto Ronda-Anteas

Da novembre a marzo (ovvero nei mesi di emergenza freddo) Ronda e Anteas garantiscono anche i servizi di sorveglianza e accoglienza per il dormitorio in via De Amicis, messo a disposizione dal Comune. L’accesso al dormitorio viene regolato secondo le modalità consuete e quindi, previa valutazione dei servizi sociali. Nel sistema della gestione dell’emergenza freddo spesso vengono utilizzati anche i locali Caritas di via Emilia e, entro la fine dell’anno, dovrebbero essere aperti anche gli alloggi della parrocchia dell’Addolorata che, a differenza degli altri ricoveri che ospitano prevalentemente uomini, avrà anche un miniappartamento da destinare a coppie o famiglie.

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