Politica

Emergenza Coronavirus, Ripani: “Gestori palestre trattati come untori, mortificato intero comparto”

"Basta con questi atteggiamenti teatrali"

Durante la conferenza stampa che annunciava l’ultimo Dpcm, il Premier Conte ha mortificato a reti unificate l’intero mondo delle palestre, mandandole a tutti gli effetti in nomination: una settimana di tempo da domenica scorsa per mettersi in regola, accusandole platealmente di non rispettare i protocolli anti-Covid“.

A dichiararlo è la deputata grossetana di Forza Italia Elisabetta Ripani.

“La maggioranza di Governo non è stata in grado di trovare una sintesi condivisa e ha rimandato quindi ogni decisione, minacciando di chiudere tutto a casaccio poichè ‘giungono voci’ che alcune strutture non ottemperino alle regole – spiega la deputata -. Se si verificano delle trasgressioni, uno Stato serio che ha il controllo del territorio interviene per ripristinare la legalità mettendo al riparo chi lavora rispettando le regole, non punisce di certo un intero comparto.  Le parole hanno un peso e quelle del Premier sono piombate come un macigno sulle spalle di chi ha già duramente scontato gli effetti economici della prima serrata ricevendo di contro un’elemosina dallo Stato. Nonostante tutto, per poter lavorare, i titolari delle palestre hanno investito cifre importanti per adeguare le strutture e per le apparecchiature di sanificazione dei locali, sono stati regolati i contingentamenti e gli ingressi, il tutto per garantire luoghi sicuri per operatori e utenti. Lo stesso Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, sottolinea che ‘nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati’”.

“Quando i contagi calano il merito è del Governo, quando l’epidemia torna a mordere ecco che la colpa è dei cittadini irresponsabili. Ebbene, non funziona così. Lo Stato faccia lo Stato senza abdicare al suo ruolo, faccia rispettare le regole che ha imposto, esegua gli opportuni controlli, sanzioni i trasgressori, ma in assenza di dati scientifici che supportino in maniera incontrovertibile una minaccia per la salute pubblica permetta alle palestre di mandare avanti in sicurezza la propria attività – termina Elisabetta Ripani. Basta con questi atteggiamenti teatrali e con queste logiche punitive contro chi, con sacrificio, contribuisce a garantire il benessere psicofisico della società“.

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