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Vivarelli Colonna ed un successo non casuale

Una storia scritta? Gli ultimi giorni di campagna elettorale stavano dando indicazioni chiare. La vittoria del nuovo sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna non può però essere liquidata in questo modo. Sarebbe riduttivo, ma soprattutto sarebbe contrario a quanto, solo pochi mesi fa, scrivevamo. Ripartiamo proprio da lì.

Quando l’imprenditore agricolo scese in campo dicemmo che aveva bisogno di un’impresa, ma soprattutto dicemmo che lui che, fino a quel momento, era stato una grande risorsa per il territorio, grazie alle sue attività come presidente di Confagricoltura e Grosseto Fiere, in caso di sconfitta rischiava di essere tagliato fuori. Ma lo elogiammo dicendo che, proprio perché aveva molto da perdere, il suo progetto assumeva ancora più valore e questo, evidentemente, lo ha premiato ed ha convinto i cittadini.

Va dato anche atto alla sua coalizione di aver ritrovato l’unità dietro ad Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ma di essere stata perfetta in tutti i suoi esponenti a non passare mai davanti al suo leader e, soprattutto, ad averlo assecondato alla perfezione durante la campagna elettorale. Adesso, ovviamente, essendo uscita fuori una maggioranza frastagliata, dovranno essere altrettanto bravi a fare quadrato intorno al nuovo sindaco ed alla sua futura giunta. Quello che ha poi premiato Vivarelli Colonna è che, nonostante, l’ala meno moderata della destra fosse ben presente, la sua personalità non ha spaventato la sinistra che, al ballottaggio, non si è fatta richiamare dagli appelli all’antifascismo e, alla fine, non ha sicuramente premiato il candidato del centrosinistra. Così come Vivarelli Colonna ha saputo toccare i tasti giusti con l’elettorato del Movimento Cinque Stelle che, almeno in parte, lo ha votato al ballottaggio.

Un successo per meriti propri, dunque, ma anche per errori degli altri? Sicuramente quelli non sono mancati. A partire dagli ultimi anni, quando tutti in città erano convinti – come avevamo scritto in tempi non sospetti – che Paolo Borghi sarebbe stato il naturale candidato del centrosinistra. Ad un tratto qualcosa è accaduto e questo da un lato ha spaccato il fronte democratico, dall’altro ha galvanizzato il centrodestra che si è compattato ancora di più.

Dalle Primarie in poi con la vittoria di Lorenzo Mascagni su Paolo Borghi, la coalizione ha fatto fatica a ritrovarsi, ma, soprattutto, la politica della rottura con il passato recente, non ha pagato. Il sondaggio della scorsa estate che, comunque, dava un gradimento alla giunta uscente è stato mal interpretato dai vertici del partito, così come quella “discontinuità nella continuità” di cui molti parlavano. Ne è uscito fuori Lorenzo Mascagni, persona degnissima, sicuramente valida, ma che si è trovata nel posto sbagliato nel momento sbagliato, visto che il suo phisique du role, probabilmente, non era adatto ad una corsa in cui ha prevalso la ricerca del leader rispetto al gioco di squadra che, invece, era il cavallo di battaglia di Mascagni. Insomma la sua corsa, forse, è terminata proprio laddove doveva arrivare l’accelerazione, cioè nelle due settimane post ballottaggio.

Alla fine chi doveva essere l’uomo che aggregava, cioè Mascagni, non è né riuscito a farlo, mentre Borghi che, qualcuno, all’inizio dipingeva come l’uomo dell’apparato, si è invece dimostrato – correndo da solo contro tutti – il meno legato allo stesso, tanto da attirare le simpatie da sinistra e da destra, come è stato spesso dichiarato da chi poi ha scelto evidentemente altri candidati. Anche questo, probabilmente, Mascagni lo ha pagato, cioè l’essere visto come la prosecuzione della vecchia giunta e il candidato degli “uomini forti” del partito.

Adesso anche in Maremma qualcosa accadrà in casa democratica, perché la sconfitta di Grosseto si somma a quella non meno grave di Orbetello. Dalla Maremma dunque si apre una via importante di ingresso in Toscana per il centrodestra con Grosseto, Magliano, Orbetello, Monte Argentario e Isola del Giglio. Una strada che dovrà servire a scardinare sempre di più la rossa (o ex) Toscana.

Dall’altro in casa democratica ci sarà da ricostruire. Ricostruire vuol dire ripartire e non distruggere, rimettere ordine e non sparare a zero. Valorizzare e non mettere i personalismi davanti alla politica. Perché è questo quello, che, probabilmente, è accaduto e che, forse, non ha determinato, ma sicuramente ha agevolato la vittoria di Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

A quest’ultimo vanno gli auguri di buon lavoro ed un bravo perché le sue prime parole sono state da sindaco di tutti, dunque della città, e non di una sola parte.

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Un commento

  1. Bell’articolo, complimenti per aver inquadrato alla perfezione, secondo me, la realtà grossetana. La cosa più bella del nuovo sindaco e’ stata ed è la capacità di parlare con il cuore, questo lo ha fatto entrare nelle simpatie di molti grossetani che, forse, lo hanno votato nonostante la propria appartenenza politica fosse diversa. Buon lavoro, grande sindaco, i tuoi concittadini stanno aspettando di vedere Grosseto rifiorire

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