Politica

Cane da pastore, Spadi: ““Mantenere appellativo ‘Maremmano’ nella denominazione della razza”

Dobbiamo mantenere l’attuale denominazione della razza cane da pastore maremmano abruzzese, tutelando il valore della razza canina e il riferimento alla sua storicità e al suo territorio di provenienza”: con queste parole la consigliera regionale Donatella Spadi presenta la mozione che ha appena depositato in Consiglio regionale.

Il cane da pastore maremmano abruzzese è un’antica razza da gregge, identificato con il numero 201 nella classificazione delle razze canine della Federazione cinologica internazionale (Fci), le cui origini vanno ricercate in un naturale processo di fusione, realizzato attraverso la transumanza, tra due tipologie di cani da pastore tipici utilizzati in Abruzzo e nella Maremma.

Il Club del pastore maremmano abruzzese ha avanzato alla Fci la proposta di cambiare il nome togliendo il termine “Maremmano”.

“Per noi la proposta non è accettabile e si configura come un evidente e grave danno di visibilità per il territorio della provincia di Grosseto e per la Toscana – spiega Donatella Spadi. Il nome pastore maremmano abruzzese è conosciuto in tutto il mondo e utilizzato in tutte le manifestazioni cinofile, libri, articoli su riviste, servizi tv, facendo sì che anche la parola ‘Maremma’ venga sempre nominata e pubblicizzata in tutte le circostanze. Addirittura nel mondo anglosassone la razza è conosciuta con il nome di ‘Maremma Sheepdog’ ed è tutelata da importanti Club di razza come il Maremma Sheepdog Club of America e il Maremma Sheepdog Club of Great Britain. Assieme ad altre razze animali, quali il cavallo maremmano, la mucca maremmana, il segugio maremmano, la pecora dell’Amiata, rappresenta un importante patrimonio zootecnico conosciuto in tutto il mondo, una vera ricchezza del territorio, con benefici anche per quanto concerne il turismo di appassionati”.

Per questo – conclude la consigliera regionale, con la mozione che ho presentato, impegniamo la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, competente per materia, affinchè venga scongiurata la possibile modifica della denominazione della razza canina. Credo che sia nostro dovere tutelare la storia e l’immagine di una razza radicata storicamente nella Maremma”.

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