Pubblicato il: 9 Luglio 2019 alle 15:53

Economia

Gioco legale, una filiera da 56.000 posti di lavoro. Toscana tra le prime sei regione per occupazione

Lo Stato ha affidato l’organizzazione e la gestione del gioco lecito al Mef, che si avvale, nel suo lavoro, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Il comparto del gioco lecito, che comprende apparecchi da divertimento e da intrattenimento con vincite in denaro, è un mondo complesso che coinvolge più entità. Accanto a quanti gestiscono sale dedicate al gioco lecito, si trovano Vlt e Awp. Seguono poi le aziende che gestiscono questi apparecchi, collocandoli da terzi. Infine, troviamo imprese della filiera, produttori, manutentori, importatori, aziende nei cui locali si trovano slot che contribuiscono ai proventi economici.

Rilevare il numero di impiegati e di addetti ai lavori, data la molteplicità di attività, è difficile, per questo si ricorre generalmente ai codici di attività tipici di ogni relativo settore. Questo è il caso di quella parte della filiera identificata col codice Ateco 92 “Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco”, segue poi il codice ATECO nr 92.00.02 “Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone”. Per quel che riguarda il settore “Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco”, si distinguono tre sottocodici: 92.00.01 “Ricevitorie del Lotto, SuperEnalotto, Totocalcio etc”; 92.00.02 “Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone”; 92.00.0’ “Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse”, tutte includenti gestioni di sale da gioco virtuali su internet, attività di bookmaker, scommesse e via dicendo.

Fino al 30 settembre del 2018 per il settore Ateco, come evidenzia uno studio di settore su slot machine e Vlt,  si contavano 6.997 sedi di imprese attive, comprendenti 11,261 unità locali e 33.698 addetti di settore. Lombardia, Lazio, Veneto, Campania, Emilia-Romagna e Toscana sono le prime sei regioni che rappresentano il 69% del totale addetti ed è subito chiaro come la Toscana sia una delle regioni con il più alto tasso di impiegati a livello di industria di gioco, staccando nettamente altre realtà come il Piemonte e le restanti unità del Sud. Firenze infatti è tra le province che, assieme a Napoli, Milano e Roma, realtà ben più grandi, da sole rappresentano il 58% totale degli addetti. Sono tutti dati, questi, calcolati dallo studio del Ries presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e da informazioni su studi di settore. In totale sono 56.000 le persone impiegate nel settore Awp-Vlt, con un gettito di sistema pari a 6 miliardi di euro annui, ovverosia il 60% del totale che ammonta a 100 miliardi. Un finanziamento, nel 2019, per reddito e pensione di cittadinanza: senza questi proventi ogni nucleo familiare italiano dovrebbe pagare 234 euro di tasse in più.

Dal 2013 al 2017 il settore ha vissuto una stabilizzazione, vedendo aumentare il gettito a causa della tassazione, che in Italia è la più alta d’Europa. Il maggior inasprimento è previsto nel 2019, con un Preu pari al 67,5% del margine competente agli operati di mercato. Se le entrate sono triplicate dal 2017 al 2017, fino ad arrivare al 60% di due anni fa, il settore rischia un collasso: per finanziare quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2019 infatti occorrono 6,1 miliardi, quanto cioè arriva da Awp e Vlt. Fino al 2021 si stima una crescita della fiscalità che andrebbe a raccogliere dalla filiera il 64,5% del totale: nel 2022 il ricavo scenderà così al 35,5%. Al Preu va poi aggiunto un miliardo aggiuntivo di euro per le entrate dell’amministrazione pubblica.

Lo Stato ha affidato l’organizzazione e la gestione del gioco lecito al Mef, che si avvale, nel suo lavoro, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La gestione può essere affidata, tramite appositi monopoli, a terzi, previa adeguata garanzia di idoneità. Gli apparecchi per il gioco lecito, Awp e Vlt, sono soggetti a regime autorizzatorio: l’Adm rilascia un nulla osta apposito. Le prescrizioni in materia di gestione di sale gioco al gioco lecito, invece, sono regolamentate dalla legislazione statale, regionale, comunale e dalla Questura. Chiaramente le attività economiche per il gioco pubblico sono soggette anche ad altri controlli: oltre che dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, anche dalla Polizia locale e soprattutto dalla Guardia di Finanza. I controlli sono aumentati a dismisura, se si considera che la sola Adm nel 2017 ha controllato 1/3 dei locali totali.

Accanto all’universo legale vive e si alimenta il ramo illegale: non esistono dati sui guadagni ma solo stime che fanno del gioco illegale, secondo le ipotesi della Guardia di Finanza, una filiera “parallela” da 20 miliardi annui. Oltre alle scommesse illecite sopravvivono anche quelle via internet e tramite l’uso di macchinette non autorizzate. Il proliferare, nell’ultimo triennio, di leggi e misure, nazionali e regionali, vieppiù restrittive (distanziometro da luoghi sensibili, orari in cui giocare, n.d.r), ha da un lato paralizzato il gioco legale, dall’altro scavato un solco per il gioco illegale.

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