Home Attualità Traghetto dal Giglio a Porto Santo Stefano, il consigliere scrive a Toremar: “Troppe interruzioni”

Traghetto dal Giglio a Porto Santo Stefano, il consigliere scrive a Toremar: “Troppe interruzioni”

di Redazione
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Isola del Giglio (Grosseto). “Spett.le Toremar,

in qualità di consigliere comunale delegato ai trasporti del Comune di Isola del Giglio desidero portare alla vostra attenzione una serie di disagi che hanno coinvolto la nostra comunità e che si ripetono sempre più spesso a causa della mancata partenza della nave da Isola del Giglio per Porto Santo Stefano, e quella da Porto Santo Stefano per l’Isola del Giglio”.

Inizia cosi la lettera che Alessandro Brizzi, consigliere comunale dell’Isola del Giglio  delegato ai trasporti, ha scritto alla Toremar.

“L’assenza di questo servizio, che ormai da qualche tempo si verifica ogni qual volta le condizioni meteo peggiorano, ha causato notevoli inconvenienti. Quello che mi stupisce è come nel passato la sospensione dei collegamenti fosse un’eccezione, mentre oggi diventa sempre più la regola, ogni qual volta che le onde si alzano – continua la lettera -. Il rischio, per chi vive su un’isola, non è solo quello del disagio di non potersi muovere, ma è la sospensione di alcuni servizi essenziali che coinvolgo la vita quotidiana dei cittadini. Anche di recente la situazione si è verificata, nonostante che le condizioni meteorologiche fossero apparentemente migliori rispetto agli episodi precedenti in cui la nave ha regolarmente effettuato la traversata”.

“Da qui la mia domanda è se siano cambiate le regole e se queste impediscano la partenza, oppure se la scelta, in base ai dati, resti soggettiva di chi si deve assumere la responsabilità del viaggio? Mi preme ricordare che per un’isola come la nostra, specie se il mancato collegamento con la terraferma si prolunga, le problematiche possono essere di vario tipo, dall’approvvigionamenti dei generi alimentari, alla sospensione dei servizi bancari e postali, visto che gli addetti vengono dalla terraferma, fino ai servizi sanitari, sia nella possibilità di accesso mancando il trasporto, sia nei ritardi, ad esempio, dell’effettuazione delle analisi di laboratorio. Pensiamo anche ai costi che deve sostenere il cittadino costretto a dover pernottare in albergo e/o mangiare al ristorante per il mancato ritorno a casa – termina la lettera -. Non è mia volontà lanciare accuse, ma semplicemente avere chiarezza sul perché l’interruzione del servizio navale sia molto più frequente rispetto al passato e se siano cambiate le norme, anche alla luce delle nuove tecnologie che limitano l’elemento umano per sostituirsi a quello artificiale”.

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