Pubblicato il: 21 Febbraio 2018 alle 11:30

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Geotermia, Lazzeroni: “Il sindaco non inserisce Arcidosso nelle zone non idonee”

I Comuni di Castel del Piano, Seggiano, Cinigiano, Semproniano hanno provveduto ad approvare  con i propri atti di Consiglio, Roccalbegna con delibera di Giunta, le direttive della Regione Toscana dettate dalla delibera della Giunta numero 516 del 2017 e dal D.Lgs 22 del 2010, relativamente all’individuazione delle zone non idonee alla geotermia (Ani)”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Corrado Lazzeroni, consigliere comunale del gruppo di opposizione Insieme per Arcidosso.

“I suddetti Comuni hanno rispettato il termine del 29 settembre 2018. Solamente i Comuni di Arcidosso e Santa Fiora, comuni inseriti nella Dgrt. 516 tra i Comuni geotermici, non hanno individuato ad oggi alcuna area non idonea – spiega Lazzeroni -. Ho aspettato insieme al mio gruppo consiliare Insieme per Arcidosso che, se anche in ritardo, la Giunta Marini predisponesse prima o poi gli atti necessari all’individuazione delle aree non idonee all’attività geotermica nel nostro Comune.  Questo ad oggi non è ancora successo e nemmeno il 19 febbraio, nonostante all’ordine del giorno fosse stata iscritta un’interrogazione al terzo punto, avente l’oggetto sopra indicato e da me presentata in data 24 gennaio 2018”.

“Il sindaco ha affermato, prima del Consiglio, a mezzo stampa, che stava valutando in modo approfondito la questione delle aree non idonee alla geotermia e che ‘in ogni caso prima della definizione finale, il Comune di Arcidosso vuole attendere che la Regione assuma un orientamento certo’ – sottolinea Lazzeroni -. La Dgrt n. 516 del 15 maggio 2017 stabilisce le linee guida per la definizione delle aree non idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia geotermica in Toscana. Da’ atto anche di quali siano i 17 Comuni geotermici, tra cui il nostro. Al punto 4 stabilisce i ‘principi e criteri per l’identificazione delle Aree non idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia geotermica in Toscana’. Il D.Lgs dell’11 febbraio 2010, numero 22, riguarda il riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle zone geotermiche e specifica tra l’altro, cosa siano le risorse geotermiche  ad alta, media e bassa entalpia, i canoni, i contributi, la durata delle concessioni, lo svolgimento dei lavori, ecc. Quindi appare evidente che quanto affermato è privo di senso. Nel Consiglio del 19 febbraio invece il sidnaco ha affermato che non ha nessuna intenzione di adottare un atto in tale direzione in quanto non d’accordo con la Regione Toscana e di aver fatto presente tale contesto anche all’assessora regionale Fratoni”.

“Considerato che nel nostro Comune sono presenti aree a vincolo paesaggistico, Siti di interesse comunitario e regionale, zone di protezione (Aree Sic, Sir e Zps), riserve naturali, nonché aree paesaggistiche vincolate dal decreto 8 sulle zone boschive, il tutto rilevabile dal Piano strutturale attualmente in vigore (tavole 2A e 2C in particolare), a ridosso delle centrali di Bagnore 3 e Bagnore 4 – termina Lazzeroni, abbiamo presentato, nella speranza che il sindaco diventi più ragionevole, una mozione invitandolo, prima di iscriverla nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio, anche ad un leale confronto in merito. Attendiamo fiduciosi sia per l’incontro che per una approvazione all’unanimità della mozione”.

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