Pubblicato il: 25 Marzo 2020 alle 12:16

EconomiaGrosseto

Coronavirus e turismo: le voci degli addetti ai lavori

Prenotazioni dall'Italia e dall'estero a zero. Centinaia di imprese con problemi di liquidità

Il panico per la pandemia da Coronavirus sta causando una crisi senza precedenti per il turismo. In Toscana il danno è stimato in un miliardo di euro, con cancellazioni che arrivano al 100% in numerose strutture e ricadute occupazionali drammatiche, a partire dal congelamento dei contratti stagionali.

Le prenotazioni parlano chiaro – assicura un’agente di viaggio grossetana – sono a zero. L’unica cosa positiva è che gran parte delle prenotazioni estive non sono state disdette, ma parliamo di circa il 20% e di solito il grosso delle prenotazioni arrivava tra marzo e maggio. Mentre già dall’inizio dell’emergenza il telefono aveva già smesso di squillare.

Il Governo, con il decreto “Cura Italia”, ha provato a dare un risposta immediata prevedendo il rinvio dei versamenti di ritenute fiscali Irpef e contributi previdenziali Inps, ma è da molti operatori del settore ritenuta una misura insufficiente. Lo conferma a GrossetoNotizie Andrea Ansaldi, Ceo del Gallia Palace Hotel di Punta Ala: “Tra i possibili scenari che al momento teniamo in considerazione per la prossima stagione estiva c’è anche quello della chiusura: una struttura come la nostra ha un importante numero di collaboratori stagionali e il rischio di non poter far fronte alle spese del personale viene solo posticipato di qualche mese“.

Possiamo augurarci in un ritorno degli italiani alle vacanze nel loro Paese – ci dice il proprietario di uno stabilimento balneare di Marina di Grosseto -. Per quanto nei paesi europei dopo eventi catastrofici come la Sars e gli attentati terroristici la ripresa è sempre stata rapida i turisti stranieri si guarderanno bene dal bene di venire in un Paese che è visto come un enorme focolaio per una comunicazione gestita malissimo. – ma non manca una punta di ottimismo – Spero nella voglia di mare degli italiani dopo settimane chiusi in casa… e in fondo la Maremma è una materia prima che abbiamo solo noi”.

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