Politica

Agricoltura, Coraggio Italia: “Cinghiali invadono campagne e città, servono misure urgenti”

"Negli ultimi 10 anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato"

“Un incidente ogni 48 ore con 16 vittime e 215 feriti è il tragico bilancio nell’anno dell’emergenza Covid dell’invasione di cinghiali ed animali selvatici”.

A dichiararlo, in un comunicato, sono gli onorevoli di Coraggio Italia Elisabetta Ripani, Stefano Mugnai e Maurizio D’Ettore.

“Con l’emergenza Covid, che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto, i cinghiali hanno invaso città e campagne in tutta Italia – continua la nota –. Lo ha riferito la Coldiretti, secondo cui la popolazione dei mammiferi è aumentata del 15%, per un totale da record: 2,3 milioni di esemplari. E’ giunto il momento di reagire con azioni concrete a supporto del settore agricoltura, attraverso indennizzi economici e soluzioni anche normative su scala nazionale. Per questo abbiamo presentato oggi un’apposita interrogazione parlamentare ai Ministri Gelmini e Patuanelli. L’emergenza cinghiali è un problema sotto gli occhi di tutti da Nord a Sud Italia, non si può perdere tempo ulteriore“.

“Negli ultimi 10 anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali secondo la stima Coldiretti su dati Aci Istat – prosegue il comunicato -. Una emergenza nazionale con i cinghiali che possono arrivare a un quintale e mezzo di peso, 1,2 metri di altezza e 2 metri di lunghezza. La stessa Coldiretti aveva dichiarato: ‘La situazione è diventata insostenibile con danni per almeno 200 milioni di euro all’anno alle produzioni agricole e con compromissione anche dell’equilibrio ambientale’. Per questo abbiamo chiesto di sapere con chiarezza dal Governo Draghi: quali azioni intenda portare avanti per sostenere politicamente ed economicamente gli agricoltori danneggiati pesantemente dall’emergenza cinghiali, visto che ormai gli ungulati hanno invaso non solo le campagne italiane, ma anche i centri cittadini; ed infine se non sia giunto il momento di discutere in Conferenza Stato-Regioni di come mettere mano alla riforma della legge 157 del 1992, adeguando l’elenco dei soggetti che possono intervenire per il contenimento e il controllo della fauna selvatica e facendo ordine sulla situazione dei corpi e dei servizi di vigilanza venatoria. Siamo certi che l’Esecutivo anche stavolta saprà ascoltare la voce dell’Italia che produce e che è in difficoltà.”

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