Pubblicato il: 7 Dicembre 2012 alle 18:35

Cultura & Spettacoli

Consegnati gli attestati a dieci partecipanti al corso di “Tecniche di primo intervento sul campo per reperti archeologici”

230 ore di lezioni frontali e laboratorio, 100 ore di stage, 10 mesi di lavoro: sono questi i numeri del corso di formazione “Tecniche di primo intervento sul campo per reperti archeologici”, realizzato dall’Agenzia formativa di Arci Grosseto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena, che si è concluso questa mattina nella sede del corso di laurea in “Conservazione, Gestione e Comunicazione dei Beni Archeologici”, con la consegna degli attestati di frequenza ai partecipanti.

Il corso, finanziato dalla Provincia di Grosseto attraverso il Fondo sociale europeo (Por Toscana obiettivo 2, competitività regionale e occupazione), ha consentito a 10 laureati o laureandi in discipline legate ai beni culturali o archeologici di acquisire competenze relative alle tecniche di recupero dal terreno in cantieri archeologici e di primo restauro di reperti archeologici ( antropologico, faunistici e ceramici).

Più nello specifico, i partecipanti hanno appreso come documentare, interpretare e contestualizzare i reperti ritrovati, informatizzare la loro catalogazione, apprendere le tecniche di recupero e preparazione dei manufatti per il trasporto e il successivo restauro. Attenzione è stata rivolta anche allo start-up di impresa.

Particolarmente utile ai corsisti è stata l’attività di stage che si è articolata in 10 ore di musealizzazione e catalogazione dei reperti che si sono svolte al Museo archeologico della Maremma, e 90 ore di attività sul campo nello scavo di Pava (comune di San Giovanni d’Asso), nei laboratori di restauro dell’Università e alla Soprintendenza dei beni archeologici della Toscana.

Grazie al corso di formazione sono stati restaurati numerosi manufatti in ceramica di epoca protovillanoviana, etrusca e romana, provenienti dal territorio di Sesto Fiorentino, e reperti medievali, anche in maiolica, ritrovati nello scavo urbano di Grosseto e in quello del castello di Sassoforte. Inoltre, sono state organizzate visite presso i laboratori e la biblioteca del Corso di laurea.

Il Master di primo livello in “Restauro per i beni archeologici”

L’incontro è stato anche occasione per presentare il Master di primo livello in “Restauro per i beni archeologici”, promosso dall’Università degli studi di Siena, in convenzione la Fondazione Musei senesi, in partenariato con la Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) di Grosseto e il Polo universitario grossetano. Il corso di studio è patrocinato dai Comuni di Grosseto e Chianciano Terme e dalla Provincia di Siena.

Il master, promosso dai docenti del Corso di laurea in conservazione, gestione e comunicazione dei beni archeologici, si svolgerà a Grosseto e Chianciano Terme sia alla Villa Simoneschi che al Laboratorio di restauro del Museo civico archeologico. L’obiettivo è quello di fornire ai laureati la preparazione nel restauro di beni archeologici, con riferimento alla figura professionale di “collaboratore al restauro”; per questo il master, che prevede 400 ore di stage presso enti di alta specializzazione, si avvarrà della docenza di restauratori professionisti del Ministero dei Beni culturali.

Alla fine del corso di studio i partecipanti sapranno definire lo stato di conservazione dei manufatti, mettere in atto pratiche per limitare il degrado dei materiali, lavorando in collaborazione con il restauratore.

Le discipline affrontate nel corso del master si raggruppano in tre grandi aree: propedeutiche, del restauro e per la documentazione. Oltre alle lezioni frontali sono previste conferenze di approfondimento con esperti del settore ed è in corso di stipula una convenzione con la Soprintendenza dei beni archeologici della Toscana che metterà a disposizione i reperti per i laboratori di restauro.

Sono previste borse di studio (Cna di Grosseto, Artex Centro per l’artigiano artistico e tradizionale, Comune di Chianciano) e facilitazioni per il soggiorno; gli studenti inoltre avranno accesso ai laboratori di ricerca di Grosseto.

Per maggiori informazioni: www.archeogr.unisi.it.

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