Pubblicato il: 8 Agosto 2014 alle 11:04

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Congiuntura economica a Grosseto: crescono le imprese al femminile e di capitali, ma persiste la difficoltà

Nei giorni scorsi sono stati rilasciati, a cura di Infocamere, una serie di dati relativi alla dinamica provinciale delle imprese nel secondo trimestre 2014; tali dati sono stati elaborati ed approfonditi all’ufficio studi della Camera di commercio di Grosseto. Abbiamo chiesto a Gianni Lamioni, Presidente della Camera di Commercio di Grosseto, un breve commento.

“Dai  recenti dati sulla dinamica imprenditoriale non arriva nessuna schiarita per lo scenario economico grossetano. L’atteso periodo estivo, peraltro sconfessato in questi giorni da una situazione meteorologica incerta,  non ha sollecitato  più di tanto, nei mesi passati, la voglia ed il coraggio di fare impresa. Troppi vincoli burocratici ed anche una certa difficoltà  di accesso ai finanziamenti, come è emerso lo scorso 14 luglio nella Giornata dell’Economia, demotivano i temerari dall’intraprendere una storia imprenditoriale. Pesa certamente un livello dei consumi fortemente compresso sul lato della domanda – continua Lamioni ma anche una diffusa incertezza sul futuro del Paese, soprattutto da parte delle giovani generazioni.

Al termine del II trimestre 2014 (30 giugno) risultano iscritte al registro delle imprese della Camera di commercio di Grosseto n. 28.823 imprese (sedi); l’universo delle imprese operanti in Maremma, considerando anche le unità locali, si attesta, a metà anno, a quota n.35.669 posizioni. Il tasso di crescita (saldo, imprese iscritte – cessate, rapportato al totale di imprese iscritte a fine periodo di riferimento) risulta pari a 0,54%, allineandosi grosso modo con il valore medio complessivo della regione al netto delle cessazioni di ufficio, (0,57%).

Il pur positivo dato grossetano, considerando le cessazioni su richiesta della utenza e cioè al netto di quelle per ufficio decretate dal Giudice del registro, non risulta particolarmente entusiasmante; nella graduatoria decrescente tra le 10 province toscane, Grosseto, si posiziona al sesto posto.

In sintesi nel confronto con lo stesso trimestre dell’anno precedente, emerge una sostanziale conferma dell’andamento tendenziali;  infatti i saldi risultano tutto sommato identici (rispettivamente:155 e 154 unità) anche se contraddistinti da un diverso dinamismo ( 377 iscrizioni e 222 cessazioni nel 2014 contro 446 iscrizioni e 292  cessazioni nel 2013) che induce ad alcune riflessioni in merito alle oggettive difficoltà nell’intraprendere l’avventura imprenditoriale. In sostanziale miglioramento invece l’andamento congiunturale, cioè il confronto con i dati del trimestre precedente (I trimestre 2014),  con un saldo  pari a -30, conseguente alla differenza di 528 iscrizioni con 558 cessazioni ed il tasso -0,10% .

Il riconosciuto saldo positivo non devo però trarre in inganno; in effetti storicamente il secondo trimestre dell’anno è quello in cui si registra, o meglio si dovrebbe registrare, una maggiore propensione verso l’avvio di nuove imprese in considerazione della particolare stagionalità del nostro turismo. Tuttavia il quadro complessivo è un tantino più complesso e meno roseo;  infatti nel periodo aprile-giugno 2014 i tre principali  settori  della economia grossetana manifestano una certa “difficoltà” a ripartire: agricoltura (saldo iscrizioni/cessazioni -1), costruzioni (saldo -3), commercio (saldo 6).

Tale difficoltà, seppur in intensità variabile, conferma il trend soprattutto per  le costruzioni e il commercio dove si rileva, nel II trimestre 2013, rispettivamente, un saldo di +11 e  +20 imprese. Per quanto riguarda poi il settore commerciale inteso in senso ampio (e cioè commercio e pubblici esercizi), la situazione diventa ancor più preoccupante se estendiamo lo sguardo anche al settore cugino delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (saldo inferiore di oltre il 50% , in quanto si passa da +14 nel 2013 a + 6  nel 2014). Diverso invece il confronto per l’agricoltura dove, ancorché negativo, il saldo del II trimestre 2014 (-1 impresa) sembra arginare la significativa caduta  dello stesso trimestre del 2013 (-45) .

Costituisce pertanto di poco sollievo, per la nota stagionalità collegata all’imminenza dell’estate,  il saldo confrontato in termini congiunturali (trimestre antecedente) rispetto al quale, per i settori dell’agricoltura, costruzioni e commercio, osserviamo nel periodo gennaio-marzo 2014, saldi, nell’ordine, pari a -93, -35, -41 imprese (tav.2c). Quest’ultimo dato, quello relativo al commercio, va inquadrato insieme a quello dei servizi di alloggio e ristorazione dove si verifica una ulteriore perdita, sempre nello stesso periodo, di 7 unità .

 Un sintetico approfondimento si rende necessario anche relativamente alla distribuzione delle imprese per settore economico. A metà anno, fatto pari a 100 il totale del tessuto imprenditoriale maremmano, 33,13 imprese appartengono al settore primario (oltre tre volte il valore medio regionale mentre quello italiano è 13,7%), 5,58 al settore manifatturiero (ben 14,0% in Toscana e 10,5% in Italia), 12,81 alle costruzioni (16,1% in Toscana, 15,3% in Italia), 20,02 al commercio (25,6% in Toscana, 27,4% in Italia), 9,14 Alberghi e P.E. (7,9% in Toscana, 7,3% in Italia), attività immobiliari 4,37 (6,7% in Toscana, 5,1% in Italia).

 Relativamente alla natura giuridica delle imprese si rileva che nella distribuzione per classe, periodo aprile-giugno 2014, continua la significativa crescita delle imprese societarie ed in particolare di quelle di capitale. Infatti,  con un tasso  +1,24%  risultante da un saldo di ben 49 imprese, viene confermato l’andamento tendenziale positivo (+1.53% nel II trimestre 2013), mentre più contenuto risulta il tasso delle imprese individuali (+0,33%). Tale andamento di crescita delle società, e più in particolare di quelle di capitali, a scapito di una maggiore difficoltà delle imprese individuali, si propone sia a livello tendenziale che congiunturale. Probabilmente un certo effetto tonico, seppur marginale, è stato prodotto anche dalla recente introduzione di norme di semplificazione per la costituzione di srl .

In parole povere si registra una lenta ma continua tendenza alla capitalizzazione del tessuto imprenditoriale della provincia di Grosseto, con una progressiva  crescita delle società di capitali, una costanza di quelle di persone ed un calo di quelle individuali. Nei numeri le società di capitali sono passate dall’ 8,6% del 2003 all’11,8%del 2008 per giungere per attestarsi al 13,7% al 30 giugno 2014; quelle di persone rimangono grosso modo costanti (21,9% nel 2003, 21,5% nel 2008,  e 21,8% al termine del II trimestre 2014) mentre le imprese individuali calano in modo significativo e progressivo (66,6% nel 2003, 63,6% nel 2008,  e 61,3 %  al 30 giugno 2014).

 L’ultima considerazione viene riservata all’universo in rosa ed alla  specifica importanza della impresa femminile per il sistema economico grossetano. Al 31 dicembre 2013 in Maremma ben 29,7 imprese su 100 sono inquadrabili come tali, tale percentuale in Toscana risulta pari a 24,5 ed in Italia 23,7; a queste imprese se ne sono aggiunte nella prima metà dell’anno 2014 ben 274 (n.111 nel II trimestre 2014).

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