Pubblicato il: 7 Maggio 2014 alle 21:21

Economia

Diminuiscono le imprese agricole, di costruzioni e di commercio. Aumentano le società di capitali

Nel primo trimestre 2014 risultato in rosso per la dinamica demografica delle imprese grossetane528 iscrizioni contro 558 cancellazioni al netto delle cancellazioni d’ufficio. Tuttavia, il tasso di decrescita della Maremma (-0,10%) risulta il minore tra le province (tasso medio -0,27%). Particolarmente significativo il calo delle imprese in agricoltura (-93), costruzioni (-35), commercio (-41) con conferma del trend negativo. In aumento le società, ed in particolare quelle di capitale (+1.34%), mentre risulta sensibile il calo delle imprese individuali (-0,80%). Consolidata la presenza dell’impresa femminile: al 31 dicembre 2013 in Maremma ben 29,7 imprese rosa su 100;  in Toscana 24,5 ed in Italia 23,7.

Nei giorni scorsi, l’ufficio studi della Camera di commercio di Grosseto ha elaborato una serie di dati relativi alla dinamica provinciale delle imprese ed ha effettuato degli approfondimenti che consentono a Gianni Lamioni, presidente della Camera di Commercio di Grosseto, di effettuare una riflessione di livello generale ed un richiamo sulle peculiarità del tessuto imprenditoriale  maremmano.

L’incertezza generale e la persistente compressione del livello dei consumi – sottolinea Lamioni -, continuano a manifestare ricadute negative sul sistema imprenditoriale. I provvedimenti economici in fieri devono alimentare la ripresa, l’occupazione e consentire a chi vuole scommettere sull’impresa di poterlo fare con la consapevolezza di operare sia in un quadro normativo certo e snello che in un contesto generale  competitivo”.

Alla data del 31 marzo scorso, risultano iscritte al registro delle imprese della Camera di commercio di Grosseto 28.843 imprese. Se si considerano anche le unità locali, l’universo delle imprese operanti in Maremma si attesta a 35.588. Nel primo trimestre 2014 tutte le province della Toscana hanno fatto registrare un tasso di crescita (saldo, imprese iscritte – cessate, rapportato al totale di imprese iscritte a fine periodo di riferimento) negativo. Il valore medio regionale, al netto delle cessazioni di ufficio, risulta pari a -0,27%.

La provincia di Grosseto, considerando le cessazioni su richiesta dell’utenza e cioè al netto di quelle per ufficio decretate dal Giudice del registro, è quella che in Toscana fa registrare il minor tasso di decrescita (-0,10%). Solamente Prato si avvicina (-0,11%), mentre agli ultimi posti della graduatoria provinciale si posizionano Pistoia (-0,41%), Siena (-0,42%), Lucca (-0,45%).

In pratica, Grosseto, pur registrando un saldo negativo abbastanza contenuto (528 iscrizioni a fronte di 558 cancellazioni) e migliore rispetto a quello delle altre nove province toscane, fa comunque registrare una performance peggiore per quanto riguarda gli andamenti  sia tendenziali (confronto con lo stesso trimestre dell’anno precedente, dove si registrò un saldo negativo di appena 6 unità: 570 iscrizioni contro 576 cessazioni) che congiunturali (confronto con i dati del trimestre precedente – IV trimestre 2013- saldo positivo di + 37 risultante da 356 iscrizioni a fronte di 319 cessazioni).

Nel periodo gennaio-marzo 2014, particolarmente significativo risulta il calo delle imprese nei settori più importanti dell’economia grossetana: agricoltura (saldo iscrizioni/cessazioni -93), costruzioni (saldo -35), commercio (saldo -41).

Questo calo, seppur in intensità variabile, conferma il trend, soprattutto per il commercio e le costruzioni dove si rileva, nel primo trimestre 2013, per i due settori economici, rispettivamente, un saldo di -45 e -52 imprese; molto più intenso invece, in senso negativo, il confronto per l’agricoltura, dove il saldo del primo trimestre 2014 (-93 imprese) risulta superiore di quasi tre volte al dato del primo trimestre 2013 (-34). Sempre negativo il saldo anche in relazione al confronto congiunturale (quarto trimestre 2013) rispetto al quale, per i settori dell’agricoltura, costruzioni e commercio, risultano saldi, nell’ordine, pari a -43, -17, -6 imprese. Il dato del commercio poi va letto unitamente all’ulteriore perdita, sempre nello stesso periodo, di ben 17 unità nel settore dei pubblici esercizi (servizi di alloggio e ristorazione).

Una considerazione particolare merita poi la distribuzione delle imprese per settore economico. Al 31 marzo scorso, fatto pari a 100 il totale del tessuto imprenditoriale maremmano, 33,12 imprese appartengono al settore primario (oltre tre volte il valore medio regionale, -10,4%, mentre quello italiano è 13,7%), 5,57 al settore manifatturiero (ben 14,0% in Toscana e 10,5% in Italia), 12,86 alle costruzioni (16,1% in Toscana, 15,3% in Italia), 20,09 al commercio  (25,6% in Toscana, 27,4% in Italia), 8,95 alberghi (7,9% in Toscana, 7,3% in Italia), attività immobiliari 4,53 (6,7% in Toscana, 5,1% in Italia).

Per quanto concerne la distribuzione delle imprese per classe di natura giuridica, nel primo trimestre del 2014 si registra un aumento della partecipazione al totale da parte delle imprese societarie ed in particolare di quelle di capitale (+1.34%), mentre risulta sensibile il calo delle imprese individuali (-0,80%). Questo andamento di crescita delle società, e più in particolare di quelle di capitali, a scapito di una diminuzione delle imprese individuali, risulta confermato sia a livello tendenziale che congiunturale.

In estrema sintesi si rileva nel tempo una diversa composizione della distribuzione del tessuto imprenditoriale della provincia di Grosseto, con una progressiva crescita delle società di capitali, un andamento costante di quelle di persone ed un calo di quelle individuali. Nei numeri, le società di capitali sono passate dall’8,6% del 2003 all’11,8% del 2008, per giungere al 13,4% del 2013 (per attestarsi al 13,5% al 31 marzo scorso); quelle di persone rimangono grosso modo costanti (21,9% nel 2003, 21,5% nel 2008, 21,6% nel 2013 e 21,8% al termine del primo trimestre 2014), mentre le imprese individuali calano in modo significativo e progressivo (66,6% nel 2003, 63,6% nel 2008, 61,8% nel 2013 e 61,2 %  al termine del primo trimestre 2014).

Di non poco conto, infine, la specifica importanza dell’impresa femminile. Al 31 dicembre 2013, in Maremma, ben 29,7 imprese su 100 sono inquadrabili come tali: questa percentuale in Toscana risulta pari a 24,5 ed in Italia 23,7. Significativa la presenza di imprese femminile nei settori alberghieri (36,2%), nell’agricoltura (36%) e nel commercio (31,6%).

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