Pubblicato il: 30 Gennaio 2015 alle 16:57

Economia

Accorpamento Camere di commercio, Confindustria: “Necessario dibattito approfondito”

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato di Mario Salvestroni, presidente di Confindustria Grosseto, sull’ipotesi di accorpamento delle Camere di commercio:

La posizione di Confindustria sul tema degli accorpamenti delle varie istituzioni è da sempre stata chiara ed orientata a considerare fondamentale la funzione ed il servizio che viene reso alle imprese e cittadini nella massima efficienza ed efficacia, rispetto a semplici considerazioni di convenienza territoriale.

Tanto chiara che come sistema nazionale, la Confindustria è la prima e finora unica associazione di questo livello che si è dotata di un’organica autoriforma tesa a rispettare i principi di efficienza organizzativa, senza trascurare i profili di rappresentanza, vero patrimonio del fare associativo locale. Autoriforma di cui Confindustria va fiera, in quanto rappresenta un esempio anche per l’ineludibile processo di accorpamento dei diversi organismi istituzionali. A partire dalle Province, ormai superate dalla riforma Del Rio, ai Comuni con meno di cinquemila abitanti e certamente anche rispetto al sistema delle Camere di Commercio.

Anche in quest’ultimo caso, la proposta di Confindustria è da sempre stata chiara, ovvero una riforma delle Camere di Commercio che vedesse un livello organizzativo, per gli adempimenti amministrativi, almeno di livello regionale, ed una forma di governance e di rappresentanza territoriale, per le funzioni di promozione economica, da garantite a livello locale.

D’altra parte, siamo consapevoli che tali processi riformatori hanno bisogno di tempo e a volte di step successivi per arrivare al risultato ottimale, ed infatti, proprio in questa logica, la nostra associazione, dopo aver ultimato un percorso di accorpamento teso a valorizzare i fattori comuni ed il valore di questa ampia parte del territorio toscano, ha avviato un dialogo a livello regionale, per definire il percorso finalizzato alla realizzazione di un’unica Confindustria regionale.

Oggi, come sappiamo, è aperto il dibattito per il processo di accorpamento delle Camere di commercio e riteniamo, nel rispetto e comprensione delle diverse possibili opzioni verso cui la Camera di commercio di Grosseto può orientarsi, di proporre la nostra riflessione.

Riflessione anzitutto di metodo: crediamo che un tema come questo debba essere caratterizzato da un ampio dibattito che coinvolga tutti gli attori economici del territorio e non svolgersi esclusivamente nei legittimi, ma pur ristretti, organi camerali.

Infatti, le attuali ipotesi in campo, ovvero un accorpamento con le Camere di Siena e Arezzo, o viceversa l’opportunità di accorpamento con la Camera di Livorno, rappresentano tutte e due ipotesi che hanno dei punti forti e delle possibili debolezze.

Per quanto ci riguarda, è naturale pensare che in questa fase un accorpamento nell’ambito della Toscana del sud appare come un ulteriore importante tassello, teso a creare una realtà economica (basti pensare al settore agroalimentare, ma anche al tema della logistica e del turismo) che trovi nella possibile nuova Camera di commercio della Toscana del sud il naturale referente istituzionale per le categorie economiche, verso il quale valorizzare con forza questa area ad esempio verso le scelte regionali, ma non solo”.

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