Pubblicato il: 8 Ottobre 2019 alle 17:26

EconomiaGrosseto

Variante via Scansanese: “Nuovo supermercato porterà disoccupazione e precariato”

"Il lavoro è fondamentale per un territorio, ma non il lavoro qualunque esso sia"

«Tutti questi nuovi insediamenti commerciali creano occupazione precaria e disoccupazione permanente».

Ne è fermamente convinto Aldighiero Fini di Confesercenti, che commenta la variante di via Scansanese, dove sorgerà un nuovo supermercato, peraltro a pochi passi da altri supermercati alimentari e non già esistenti nella zona.

«Il commercio è in crisi profonda – sottolinea Fini –: 20 anni fa il commercio girava, girava l’economia e la presssione fiscale era più sopportabile. Oggi c’è stata una contrazione dei consumi ed una conseguente crisi di tutte le tipologie commerciali (tranne che nel commercio on line), la pressione fiscale è cresciuta ed in particolare la pressione fiscale locale. C’è già, nella nostra provincia, un’offerta maggiore di quella che è la richiesta, e cosa si fa? Si propone altra offerta? Apriamo altri esercizi commerciali? Per fare cosa? Per creare nuova occupazione, mettendo a rischio quei livelli occupazionali esistenti garantiti dal commercio di vicinato, ma anche dalla Gdo, la Grande distribuzione, la cui rete, nella realtà grossetana, è fortemente presente».

«Il lavoro è fondamentale per un territorio, ma non il lavoro qualunque esso sia, è da qui che la politica deve ripartire: è di questi giorni la comunicazione della riduzione dei posti di lavoro alla Pam che, a quanto dicono i sindacati, licenzierà nove dipendenti nei due punti vendita nei due punti vendita, in via de Barberi e del Sabotino, senza dimenticare che altre attività commerciali di vicinato dovranno compiere la stessa scelta se non la chiusura definitiva, producendo quel rischio di desertificazione che abbiamo già visto in altre aree. Anche di un altro impianto di distribuzione di carburanti non si sentiva veramente il bisogno – prosegue Fini: il settore è già in forte sofferenza a causa del calo degli erogati che ad oggi, nella città di Grosseto, sono ormai concentrati sui due poli legati alla grande distribuzione».

«A suo tempo, come associazione, siamo stati i primi ad evidenziare un eccesso di aperture di punti vendita: stiamo dando a questo territorio più offerta dei consumi effettivi. Specie considerando che la situazione demografica sta rapidamente cambiando, abbiamo sempre più persone anziane: il tasso di natalità su Grosseto (5,98‰) è inferiore a quello regionale (6,98‰) e nazionale (7,57‰) (dati del centro studi della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno – bilancio demografico 2017). Questo invecchiamento ha cambiato e cambierà ulteriormente anche il modello dei consumi – termina Fini -. Come qualche consigliere ha fatto notare nel dibattito nel corso del consiglio comunale di Grosseto, insediamenti esistenti rischiano di diventare obsoleti, perché vengono abbandonati per quelli nuovi. Siamo ben consapevoli delle minori risorse che hanno i Comuni, ma la motivazione alla variante che dà il Comune di Grosseto ci lascia perplessi; se, come riferisce la stampa, si guarda alla valorizzazione di un’area e alle risorse che arriveranno per la viabilità, dobbiamo considerare che tali strade e rotonde non sarebbero state necessarie se quell’insediamento non fosse stato realizzato. È già accaduto in passato: basta guardare allo sviluppo della città e delle sue periferie».

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