Pubblicato il: 2 Ottobre 2017 alle 17:04

Economia

Sei Toscana, Confesercenti: “Aumento di stipendio immorale, ripercussioni negative sui cittadini”

Sulla questione dei compensi aumentati del 50% ai membri del consiglio di amministrazione di Sei Toscana, interviene Mario Landini, presidente di Confesercenti Toscana Sud (l’associazione che unisce le consorelle di Arezzo, Grosseto e Siena) e di Confesercenti Arezzo.

Non si può continuare – dichiara il presidente Mario Landinia gravare sulle tasche dei cittadini e delle imprese. I costi maggiori derivanti dall’aumento dei compensi del Cda ricadranno sicuramente in bolletta e questo non lo accettiamo. Per di più la decisione arriva in un periodo particolare per Sei Toscana. La società è commissariata e c’è un’indagine in corso sulle modalità di assegnazione del servizio. Anche per questo giudico immorale l’aumento dei compensi addirittura del 50%. I compensi infatti passeranno dai 300mila euro lordi annui a 460 mila euro. Davvero troppo. Da tempo chiediamo che si proceda a un nuovo bando per l’assegnazione del servizio e soprattutto che si trovino, attraverso una efficiente politica aziendale, i margini per poter finalmente arrivare a una diminuzione delle tariffe e conseguentemente ad una riduzione delle bollette per le famiglie e per le aziende“.

“Continuare invece a sentire parlare di aumenti per un consiglio di amministrazione che tra l’altro porta avanti solo gli aspetti finanziari, che rappresentano il 5% dell’attività della società, lo giudico un vero e proprio scandalo. Confesercenti Toscana Sud (comprendente Confesercenti Arezzo, Confesercenti Grosseto, Confesercenti Siena) non ci sta – termina Landini –. Sei Toscana deve dimostrare sensibilità e rispetto per gli utenti a maggior ragione per tutto quello che è accaduto fino ad oggi. Bene hanno fatto il presidente dell’Ato Alessandro Ghinelli e il presidente della Regione Enrico Rossi a prendere immediatamente le distanze da questo atto. Adesso devono pretenderne l’annullamento“.

Sono molteplici quindi le ragioni per cui, secondo Confesercenti, la deliberà dovrà “essere annullata“.

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