Pubblicato il: 3 Luglio 2020 alle 16:02

Costa d'argentoEconomia

Sagre, Confesercenti: “Decisione di Cinelli contraria alla volontà dei ristoratori”

Confesercenti si augura che durante questi eventi ci siano i dovuti controlli e siano rispettati i protocolli previsti

«Il malcontento tra i ristoratori in merito alla scelta del sindaco di consentire le sagre testimonia che le nostre posizioni, quanto dichiarato in fase di concertazione, erano assolutamente in linea con il sentimento e le preoccupazioni dei ristoratori stessi».

Mario Filabozzi, di Confesercenti, commenta così le scelte di Diego Cinelli, sindaco di Magliano in Toscana.

«Nell’incontro che abbiamo avuto avevamo premesso che la scelta di fare le sagre sarebbe stata un problema, specie in un anno come questo – spiega Filabozzi -. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di regolamentare il fenomeno delle sagre e il loro ridimensionamento, sia da un punto di vista della lunghezza che del numero. Le sagre devono essere un’occasione per dare una vetrina ai prodotti tipici e non diventare ristoranti a cielo aperto. Quest’anno poi la situazione è particolarmente difficile, tanto che molte amministrazioni comunali hanno scelto di non far svolgere sagre nel territorio comunale».

«Il sindaco sostiene di aver preso la decisione dopo un incontro con una rappresentanza di ristoratori, e ovviamente, ha fatto benissimo ad incontrare gli esercenti, ma le reazioni dei ristoratori al suo annuncio dimostrano che quanto avevamo anticipato nell’incontro del 25 giugno era vero e i ristoratori erano contrari prosegue Filabozzi. Il sindaco parla giustamente delle spese che le società sportive devono sostenere: 30mila euro l’una all’anno, ma se si parla spesso di oneri e spese, sembra quasi impossibile capire quanto, invece, queste sagre incassino e quale sia la reale economia che gira intorno a questi eventi».

Confesercenti si augura che durante questi eventi ci siano i dovuti controlli e siano rispettati i protocolli previsti: «Se dovesse insorgere un focolaio a causa del Coronavirus si metterebbe a rischio un’intera destinazione turistica: siamo sicuri di potercelo permettere?».

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