Politica

Verso le politiche, la conferenza delle donne democratiche: “Sguardo di genere sia su tutti i temi”

Dalle dem toscane un messaggio chiaro alle elettrici e agli elettori: "I diritti delle donne sono diritti di tutti, chi non si sente rappresentato ci consideri ancora di salvataggio"

Al 25 settembre manca poco più di un mese. In queste settimane, le energia delle dem grossetane saranno investite esclusivamente in azioni finalizzate a spiegare che “per un’Italia davvero progressista, democratica, europeista, femminista e plurale serve andare a votare e farlo per la formazione politico-culturale di centrosinistra. Mai come questa volta l’appuntamento è con la storia e le dem sono intenzionate a farsi trovare pronte. I presupposti sono chiari: il partito, con parole semplici, dovrà spiegare a tutte e a tutti che la creazione di nuovi diritti (per le donne e non solo), le battaglie ambientali, quelle per un lavoro più giusto ed equo, per i giovani, per un welfare davvero universale e per una società capace di accogliere e non escludere stanno a sinistra”.

Nell’opinione delle dem, “non ci sono alternative e il rischio è di piombare in anni difficilissimi, in un periodo storico in cui non sono ammessi passi indietro”.

“Le donne – dichiara Margherita Ambrogetti Damiani, portavoce della Conferenza delle donne democratiche di Grosseto – non possono e non devono essere incardinate nella società italiana solo come madri come vuole la destra. Non vogliamo famiglie di serie A e famiglie di serie B. Non vogliamo un Paese in cui la visione delle donne è pressoché identica a quella degli Orban di turno, in cui le donne in pochi anni hanno visto cancellarsi libertà e diritti. Servono politiche trasversali in ottica di genere, che, tradotto in lingua non politichese, significa portare in ogni curva della politica il punto di vista autonomo delle donne. La Conferenza delle democratiche è un grande valore aggiunto per le donne del Pd. Solo in Toscana vede protagoniste migliaia di donne tra iscritte e simpatizzanti e, in alcuni casi, ha rinvigorito una passione politica sopita da lotte intestine che troppo spesso tengono in ostaggio il dibattito”.

“Questo ci spinge – prosegue Ambrogetti Damiani a ricordare prima di tutto a noi stesse e poi al partito in generale che non possiamo più sbagliare, non possiamo non dare voce all’astensionismo che, com’è noto, è anche donna. Noi dobbiamo e vogliamo parlare alle donne, principalmente a quelle che non si sentono rappresentate dalla politica, e dire loro che una delle novità di questa campagna elettorale siamo proprio noi, le donne della Conferenza, un organismo politico nato da soli due anni, ma già capace di elaborare, discutere, denunciare, contaminare le politiche e i programmi del Pd. Avere una donna come leader di partito non significa essere un partito femminista. Sono le donne insieme, non una sola donna al comando, a fare davvero la differenza. L’Italia e tutti i nostri territori hanno bisogno di politiche universali, non di bandierine. Dal voto del 25 settembre dipenderà il nostro futuro, non possiamo permetterci passi falsi. A nome della Conferenza regionale, oltre ad augurare una buona campagna elettorale a tutti i nostri candidati, faccio un in bocca al lupo speciale a Ylenia Zambito, Roberta Casini e Anna Graziani, candidate toscane espressione della Conferenza delle donne. Un abbraccio e un ringraziamento sentito, dovuto e dispiaciuto a Susanna Cenni, Lucia Ciampi, Rosa Maria Di Giorgi e Valeria Fedeli: il loro lavoro con e per la Conferenza è stato importante e strategico, averle avute al nostro fianco è stato importantissimo. Grazie anche a Laura Cantini, che per sua volontà non si è ricandidata, per la disponibilità e il lavoro di questi anni. Buona campagna elettorale, infine, alle riconfermate Caterina Bini, Caterina Biti e Martina Nardi. Con loro abbiamo già una pagina scritta, fatta di tante battaglie comuni. Buon vento inoltre alla nostra segretaria regionale Simona Bonafè, che saprà fare sue le istanze della Conferenza e portarle in Parlamento, e alla capolista del plurinominale per la Camera dei deputati, Laura Boldrini, donna democratica della prima ora. Grazie infine alle donne e agli uomini che, con gli occhi di tigre e tutto il coraggio che serve, si batteranno in tutti i collegi d’Italia per un Paese davvero più giusto. Adesso, maniche tirate su e lavorare, che di strada ce n’è ancora da fare parecchia, il Paese ha bisogno di vivere un futuro di pace e diritti.”

“Sta succedendo un fenomeno molto particolare nel nostro Paese. Sicuramente in ritardo rispetto ad un’altra parte del mondo evoluto. Le donne – dichiara Giacomo Termine, segretario provinciale del Partito Democratico – nelle imprese, nei mestieri, nel commercio, in agricoltura e nelle professioni stanno sostituendo gli uomini. Sono loro che tramandano competenze anche manuali, artigiane, si fanno carico di qualcosa che altrimenti finirebbe. In questo processo che appare umanamente naturale resiste la politica e alcune lobby, ma, io credo, sia come un’onda destinata a invadere e travolgere. Le donne portano costanza, cultura e capacità innovativa senza perdere quella che definiamo forse impropriamente femminilità. Sono donne fiere, non hanno paura di prendere ciò che è loro, compresa la libertà. Non si tratta di farsi da parte o trasformare un processo in uno schema o nelle quote. Si tratta di riconoscere specificità e competenze e lavorare perché si affermino. Le elezioni sono un esame in cui a giudicare saranno i nostri concittadini, in democrazia è così. Io sono convinto che le donne candidate sapranno far affermare la loro specificità e le loro capacità.

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