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Spese non dovute addebitate a quasi 100 utenti, Confconsumatori: “Comune e Adf risolvano il caso”

Gli utenti che si sono rivolti alla Confconsumatori sono pronti a dare battaglia nelle aule giudiziarie

Circa un anno fa numerose famiglie di Roselle, residenti in zona Aiali, si sono viste recapitare dall’Acquedotto del Fiora fatture contenenti l’addebito per perdite d’acqua su linea privata (in media 300-400 euro ad utenza). Interpellata la società che gestisce il servizio idrico integrato, ha riferito a Confconsumatori – cui circa 75 famiglie hanno dato mandato – che la zona Aiali sarebbe coperta da un’utenza privata con un contatore generale senza intestazione.

Pur restando sorpresi dalla pretesa del Fiora, gli utenti – senza riconoscere alcun diritto e l’esistenza di un consorzio o di un condominio, perché le abitazioni sono sparpagliate per chilometri – hanno provveduto a loro spese (salvo il diritto di ripetizione) alla riparazione della tubatura onde evitare la dispersione di acqua pubblica, trovando tuttavia la collaborazione tecnica nel Fiora.

«Abbiamo rilevato – spiegano da Confconsumatoriche quasi tutti gli utenti hanno concluso contratti di servizio direttamente con il Fiora, che il presunto contatore generale (almeno negli ultimi 20 anni) non era mai stato segnalato, che non esiste intestazione, che non esiste un condominio, non essendo le abitazioni neanche tra loro confinanti, e che non si tratta di zona rurale, ma ormai del centro urbano della città di Grosseto. Di conseguenza ci siamo rivolti sia al Fiora che al Comune di Grosseto, come precedente gestore, nonché alle Autorità idriche nazionali e regionali».

Il risultato? «Solo l’Autorità idrica toscana ha risposto per iscritto, chiedendo al gestore di valutare attentamente la situazione, la retroattività del regolamento delle utenze condominiali e dell’incolpevolezza degli utenti. Dal Comune invece nessuna risposta scritta, ma solo alcuni incontri informali. Proprio il Comune che, a detta degli anziani della zona, era l’ente che negli anni ’50 aveva costruito la condotta, sulla quale peraltro adesso la Statale Aurelia (con l’evidente consenso dell’ente comunale). Dal canto suo – spiegano ancora dall’associazione l’Acquedotto del Fiora ha sempre concesso sospensioni per il pagamento delle fatture, comprendendo la situazione. Ma ad oggi, se l’autorità idrica o il Comune non fanno in modo che la condotta venga compresa nel piano d’ambito, è giocoforza che solleciti i pagamenti».

Gli utenti che si sono rivolti alla Confconsumatori sono pronti a dare battaglia nelle aule giudiziarie per far accertare che quella condotta non appartiene loro per legge (visto che il servizio idrico integrato è gestibile da un solo soggetto) e che quindi non solo non sono tenuti a pagare quella dispersione, ma devono anche recuperare il costo della riparazione (circa 7.000 euro) pagata in luogo del Fiora. Pertanto Confconsumatori sta depositando, per ogni singolo utente, una domanda di conciliazione paritetica (una procedura alternativa che è condizione di procedibilità per l’approdo in tribunale) e nelle prossime settimane i contenziosi saranno trattati.

«Nel corso dell’ultimo anno – confermano da Confconsumatoristiamo assistendo altri 5 utenti alle prese con la stessa vicenda sempre a Roselle, ma non in zona Aiali, con abitazioni addirittura nel centro della frazione con dispersioni fatturate di acqua dovute alla rottura di tubature provenienti da altri contatori generali anonimi. In vista delle conciliazioni, auspichiamo pubblicamente che Acquedotto del Fiora e il Comune di Grosseto risolvano la situazione, evitando il contenzioso giudiziario e vessazioni agli utenti, rendendo formalmente pubbliche le condotte di Roselle che già pubbliche sono».

«In particolare – concludono da Confconsumatori il Comune di Grosseto dovrebbe spiegare il motivo per cui quelle condutture non sono state trasferite al gestore del servizio idrico integrato. In una situazione socio-economica come quella che stiamo vivendo, per la società di gestione e l’ente pubblico l’obbligo di risolvere la vicenda tenendo indenni i cittadini non è solo giuridico ma soprattutto morale».

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