Economia

Proroga moratoria, Confartigianato: “Rischio di sorveglianza creditizia per piccole e medie imprese”

La scelta di aderire alla nuova proroga della moratoria sul credito, voluta del Governo per sostenere le piccole e medie imprese, potrebbe diventare, per un imprenditore, un vero problema per un futuro accesso ai finanziamenti. Il rischio è latente e insieme subdolo”.

A dichiararlo è il segretario di Confartigianato Grosseto Mauro Ciani.

“Per le piccole e medie imprese, anche laddove c’è un imprenditore attento, vi è la possibilità di finire nella classificazione ‘Forbearance’, una classificazione che prevede lunghi periodi di sorveglianza e poichè dipende dalle policy e dalle interpretazioni delle singole banche è pertanto spesso soggettiva. Come Confartigianato siamo molto preoccupati in merito a quanto potrebbe portare rispetto alla ripresa dell’economia che tutto il mondo imprenditoriale attende con ansia. Trattandosi di una segnalazione interna al circuito bancario – precisa il segretario -, l’imprenditore non ne può avere piena coscienza e si può trovare nella condizione di non poter accedere ad ulteriori finanziamenti se l’istituto di credito lo inserisce appunto nella categoria Forbearance, che, come detto, etichetta l’impresa come ‘in crisi di solvibilità’. Inoltre, il blocco dell’accesso al credito potrebbe durare anche fino a tre anni presso l’istituto che lo ha classificato con questo stato. Confartigianato, Abi e le altre associazioni di rappresentanza delle imprese firmatarie dell’Accordo per il Credito 2019 riunite nel Tavolo interassociativo, hanno sollecitato le istituzioni europee, tra cui l’Eba, al fine di riattivare le flessibilità concesse alle banche europee in tema di moratorie all’inizio della crisi economica”.

“E’ incomprensibile che, se da una parte la banca deve utilizzare criteri prudenziali legati alle perdite attese, lo stesso non possa fare un imprenditore, che, animato dalla volontà di mantenere i propri impegni, vuole evitare il rischio di segnalazioni di inadempienza ben più gravi. Non solo, la prosecuzione della moratoria determinerà alle imprese di più alto standing, un deterioramento del rating, per le altre la classificazione a Forborne. I nostri tecnici – prosegue Mauro Ciani – stanno orientando le imprese artigiane su forme di rinegoziazione nella quali la presenza di periodi di adeguato preammortamento garantiscano, senza rischi, risultati analoghi alla proroga della moratoria senza incorrere negli incidenti sopra descritti. Di fatto le numerose e complesse norme della vigilanza sulla concessione dei crediti rendono pericolosi, per le imprese, gli interventi e le misure adottate in periodi caratterizzati dalla straordinarietà come ad esempio la pandemia”.

“Tali interventi possono divenire addirittura anticiclici, come è successo con le norme di Basilea 2 che si sono sovrapposte alla crisi finanziaria innescata da Lehman Brothers. Questi meccanismi agiscono sulle banche e per questo sfuggono alla consapevolezza degli imprenditori, anche quelli più preparati sui temi della finanza. Su questo fronte – conclude il segretarioci sono problemi anche per gli istituti bancari, visto che questo meccanismo di ‘sorveglianza’ da parte delle banche comporta costi e impegni gravosi per il sistema creditizio che si ripercuoteranno inevitabilmente sui costi praticati alle imprese: la prosecuzione della moratoria pertanto va valutata accuratamente sulla base di reali esigenze e sempre un approfondito confronto con l’istituto di credito per capire le reali conseguenze. A tutti dunque suggeriamo di affidarsi ai consulenti esperti come quelli che Confartigianato Grosseto può mettere a disposizione delle imprese

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