Pubblicato il: 13 Febbraio 2019 alle 15:51

Agricoltura

Crisi del latte, Confagricoltura: “Bene accordo regionale, ma non è sufficiente”

Oggi otteniamo un ottimo risultato per la pastorizia, ma non basta. L’asticella deve essere posta più in alto, perché questo, come le altre che si sono succedute sono soluzioni tampone, che risolvono momentaneamente il problema senza trovare una soluzione definitiva”.

Così il presidente di Confagricoltura Grosseto, Attilio Tocchi, che chiede a gran voce l’avvio di un tavolo nazionale di filiera.

Solo un tavolo nazionale – spiega Tocchi -, al quale portare proposte concrete come forme di ristoro immediato della carenza di liquidità degli allevatori colpiti dalla crisi, ma anche prevedere l’introduzione di incentivi per ettaro per ridurre il costo dei mangimi, l’attivazione di ogni strumento di politica agricola nazionale e comunitaria per alleggerire il mercato dal surplus di prodotto, ritardandone l’immissione in commercio“.

In ogni caso – prosegue Tocchi va comunque rivista la modalità di programmazione delle produzioni a denominazione di origine, che deve essere realizzata in un quadro di completa trasparenza e conoscenza dei dati di produzione e commercializzazione, che vanno a loro volta costruiti con un sistema di tracciabilità completa in analogia con quello previsto per la filiera bufalina”.

Secondo il presidente Tocchi, si tratterebbe quindi di una programmazione da realizzare in piena collaborazione tra trasformatori e allevatori e prevedendo anche obiettivi realistici, in linea con gli andamenti di mercato e comunque prevedendo sanzioni efficaci e dissuasive per chi contravviene agli obiettivi fissati.

Poi – prosegue Tocchi, al fine di ristabilire un rapporto leale tra gli operatori della filiera, occorrerà valutare come migliorare le relazioni contrattuali e se ricorrono gli estremi per applicare la normativa nazionale sulle pratiche sleali, come per esempio la vendita di palesemente prodotto sottocosto. Dovranno infine essere incentivate le azioni indirizzate a favorire le esportazioni di formaggio pecorino. Bene dunque quanto ha fatto la Regione Toscana con l’accordo, che porterà due milioni nelle tasche dei pastori toscani, ma dobbiamo assolutamente discutere le proposte di intervento all’interno del tavolo di filiera che deve includere la partecipazione di tutte le componenti al fine di un completo coinvolgimento e di una reale condivisione delle strategie sugli obiettivi e sugli strumenti da adottare per una nuova politica a favore del comparto“.

“Dobbiamo creare filiera vera – conclude il presidente Tocchie smetterla di dare contributi spot, dal chiaro sapore di prebende elettorali, che non risolvono alla radice il problema, ma sono solo dei momentanei pannicelli caldi. La nostra pastorizia è matura per affrontare un cambiamento radicale che merita, primis, la dovuta attenzione e considerazione da parte della politica nazionale”.

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