Pubblicato il: 27 Novembre 2019 alle 18:19

Agricoltura

Toscana e Maremma a rischio idraulico e frane elevatissimo

Confagricoltura: "Subito un piano di risanamento infrastrutturale"

In Toscana quasi la metà dei terreni è a rischio frane. A dirlo è Confagricoltura Grosseto. Secondo il centro studi dell’associazione agricola ben il 47,2% del territorio sarebbe interessato a questo rischio e il 39,2% a quello idraulico. In questa preoccupante classifica la nostra regione figura al terzo posto in Italia per i problemi idraulici mentre occupa il quinto per i movimenti franosi.

La cosa che mi preoccupa di più – sostiene il presidente di Confagricoltura Grosseto, Attilio Tocchi – è il fatto che la Toscana sia l’unica regione in cui entrambi i rischi sono molto elevati. Non solo. Dalla fotografia scattata dal nostro Centro Studi, con il report sul dissesto idrogeologico, emerge che le zone agricole, dopo strade e ferrovie, sono quelle maggiormente colpite dalle frane causate dall’intensità delle precipitazioni: una su quattro coinvolge proprio i terreni agricoli.”

Il presidente di Confagricoltura Grosseto, ha ancora sotto gli occhi quanto avvenuto alcune settimane fa, quando si è rischiato che la maremma potesse essere sottoposta ad una catastrofe do proporzioni ben maggiore di quella del 2012 e solo per una concomitanza favorevole di cause l’Ombrone è rimasto dentro gli argini. E’ acclarato che per effetto dei mutamenti climatici, dell’abbandono di molti campi coltivati e della maggiore impermeabilizzazione del suolo (urbanizzazione), gli effetti distruttivi conseguenti al dissesto idrogeologico del territorio (frane, alluvioni) tendono ad aggravarsi, in un contesto generale già precedentemente critico per l’insufficienza degli interventi di prevenzione.

“L’emergenza è una circostanza imprevista, ma quella che sta avvenendo era una situazione ipotizzabile – ha commentato Tocchi – Per riparare i danni subiti negli anni si spenderà sicuramente molto di più di quanto sarebbe costata la prevenzione. La messa in sicurezza del territorio maremmano, toscano e italiano non è più rinviabile. Serve un piano di risanamento infrastrutturale. Bene agli interventi straordinari spot sui territori, ma serve soprattuto avviare un’efficace manutenzione e sistemazione idrogeologica e idraulico-forestale ordinaria (arginature, pulizie di alvei, canali dalla vegetazione, gestione acquedotti, alberature e strade ‘minori’) che molto spesso non si fa a dovere. Molti campi oggi sono allagati e le molte, se non tutte, delle semine autunno vernine in provincia di Grosseto salteranno a meno che non si verifichi un repentino scambio di stagione. Molte piante sono cadute, enormi danni alle strutture e vento forte ed esondazioni hanno letteralmente spazzato il lavoro agricolo”.

“Possiamo permetterci ogni anno questo? – si chiede e conclude il presidente di Confagricoltura Grosseto -. In tutta sincerità non credo. Ed allora serve fare qualcosa di più, e in questo ‘di più’ ci siano pure gli invasi a monte dell’Ombrone sugli affluenti Gretano e Lanzo e una gestione del reticolo idrografico più attenta e accurata, non solo per quello che riguarda canali e fossi ma anche negli alvei dei fiumi, primo fra tutti il nostro tanto amato, quanto temuto, Ombrone.”

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