Cronaca

Concordia, Regione a Governo: “Tempi certi per rimozione e decreto urgente per adeguare porto di Piombino”

Garanzie sui tempi di rimozione della Costa Concordia e un decreto legge urgente del Governo per adeguare il porto di Piombino.

Queste le richieste presentate dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, nel corso dell’incontro che si è svolto stamani a Roma al Ministero dell’ambiente, presenti il ministro Corrado Clini, il prefetto Franco Gabrielli e il sottosegretario all’industria De Vincenzi.

Nel corso della riunione, sono state affrontate due questioni: i tempi della rimozione del relitto dall’Isola del Giglio e la destinazione per la demolizione della Concordia.
Il presidente toscano si è detto preoccupato per il fatto che per ancora un’altra estate il relitto non verrà rimosso dal Giglio. L’ipotesi che Costa Crociere ha presentato prevede la rimozione per settembre-ottobre di quest’anno. Ma secondo Rossi non è possibile fare a meno di nutrire qualche dubbio sul rispetto dei tempi. Per questo la Regione ha chiesto alla Costa l’assunzione di precisi impegni al riguardo.

Rispetto invece al porto di destinazione per la demolizione del relitto, il presidente della Regione ha evidenziato l’importanza della questione ambientale, considerato che quella nave è assimilabile ad un rifiuto e pertanto le autorità pubbliche hanno il dovere di intervenire sulla sua destinazione. Rossi ha poi aggiunto che sulla nave devono essere evitate, davanti all’Isola del Giglio, operazioni complesse che possano costituire un pericolo per l’ambiente ed ha anche sottolineato come sia assolutamente inopportuno che il relitto sia portato in giro per il Mediterraneo, verso destinazioni incerte, magari fuori del nostro stesso Paese, con tutti gli evidenti rischi di sversamento.

C’è invece bisogno, ha affermato Rossi, che il Governo si assuma la responsabilità di individuare il porto più vicino, che come noto è Piombino, e di consentire il suo adeguamento in tempi rapidi per l’accoglienza e la bonifica della nave. Il presidente della Regione ha quindi chiesto al Governo la predisposizione in tempi rapidi di un decreto-legge per risolvere in via definitiva la questione.

Le ragioni di carattere ambientale che depongono per questa scelta sono logiche ed evidenti a tutti; a esse si aggiungono poi motivi di carattere industriale, legati alla presenza della Lucchini. Anche per l’industria siderurgica l’adeguamento del porto rappresenta un vantaggio competitivo di notevole interesse per il futuro dello stabilimento.

Il presidente ha infine sottolineato come i lavori per l’adeguamento produrrebbero anche una domanda di lavoro, con opportunità più che interessanti per una realtà sociale pesantemente colpita dalla cassa integrazione e dalla crisi dei livelli occupazionali.

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