Comune unico Arcidosso-Castel del Piano: Più Toscana presenta una proposta di legge per istituire un referendum

La proposta di legge presentata da Più Toscana in Consiglio regionale non prevede alcun accorpamento forzato né alcun diktat, bensì un referendum per dare voce al popolo. Se poi l’intento dei sindaci è quello di privare fascisticamente i cittadini di un perfetto strumento di democrazia, questo è un altro discorso. Resta il fatto che il loro comportamento denota o che hanno messo in piedi una campagna di disinformazione oppure che ignorano il funzionamento della macchina regionale. Non so cosa sia peggio per degli amministratori…”.

È il duro commento del capogruppo di Più Toscana, Antonio Gambetta Vianna, primo firmatario della proposta di legge presentata in Consiglio regionale per istituire il referendum per fondere i Comuni di Arcidosso e Castel del Piano.

Gambetta Vianna bolla come “una profonda offesa e una decisa mancanza di rispetto nei confronti dell’Istituzione della Regione Toscana” la decisione dei sindaci di Castel del Piano e di Arcidosso di non presentarsi alla Commissione in programma domani.

“Il fatto è – prosegue il consigliere regionaleche i sindaci temono per le proprie poltrone e per quel carrozzone chiamato Unione dei Comuni. Vorrei ricordare agli otto primi cittadini dell’Amiata grossetana che, come per tutti gli altri Comuni toscani per i quali sono stati proposti i referendum di fusione, c’è il serio rischio di incappare a breve in un decreto del Governo che vada a ridisegnare i confini dei vari Comuni, quello sì attraverso un accorpamento forzato. E ciò, facendo perdere a questi territori i milionari contributi regionali e statali”.

Per Gambetta Viannanon c’è motivo di impedire un referendum nel quale non è detto che vinca il ‘sì’. Devono essere i cittadini a decidere se unirsi o meno in un Comune unico, dopo un processo di partecipazione in cui non sia ammessa la disinformazione, e non i sindaci con decisioni calate dall’alto. Questa è una battaglia di buon senso e di democrazia”.

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