Pubblicato il: 8 Agosto 2013 alle 15:44

Attualità

Comune e Società della Salute uniti per combattere la povertà. Bonifazi: “Fenomeno in crescita a Grosseto”

Conferenza stampa PovertàPovertà estreme, nuove povertà, contrasto alla povertà.

Sono alcune delle voci inserite nel quadro degli interventi sociali promossi dall’amministrazione comunale insieme alla Società della Salute e in stretta collaborazione con il mondo del volontariato.

Il sociale è una realtà che contempla disagi di varia natura e con diversi livelli di gravità – dichiara il sindaco Emilio Bonifazi -; questi casi sono quelli che più di altri vedono impegnata la parte pubblica e un’importante rete della solidarietà con progetti e investimenti che, nonostante la grave crisi economica, il Comune intende mantenere inalterati”.

Sono infatti quasi 6 i milioni di euro previsti ancora una volta dal Comune di Grosseto per l’assistenza e i servizi alla persona. Fondi che saranno in parte destinati ad iniziative di natura sociale e socio assistenziale nell’ambito del sistema integrato che vede in prima linea l’amministrazione comunale e la Società della salute, con il supporto delle associazioni (Caritas, Ceis, Querce di Mamre, Ronda della carità e della solidarietà, Anteas. Importante è anche il supporto delle cooperative di tipo B oggi riunite nel consorzio Cointeso).

Il lavoro svolto in stretta sinergia sta portando ad importanti risultati: uno su tutti, quello relativo all’emergenza abitativa, che contempla interventi a sostegno delle persone che presentano una situazione di grande difficoltà legata all’alloggio. La gestione dell’emergenza abitativa dal primo gennaio ha visto affiancarsi al procedimento amministrativo anche la presa in carico socio assistenziale.

Questo ha comportato per numerose famiglie – spiega  Fabrizio Boldrini, direttore di Coeso – Società della Salute – l’individuazione insieme all’assistente sociale di percorsi diversi dalla semplice richiesta di alloggio e, in più, il costante confronto con l’Edilizia provinciale grossetana  ha favorito mobilità e appropriatezza”.

Il complesso di queste azioni ha permesso di far scendere da 110 a 60 il numero delle persone in lista di attesa, “anche se ovviamente sono ancora tantissime” commenta Boldrini.

Inoltre, insieme all’Epg, è stato avviato un progetto pilota per cercare di trasformare la crisi in un’occasione di socializzazione e condivisione: le persone che vivono in alloggi di edilizia residenziale pubblica e presentano bisogni di vario tipo (difficoltà economiche, una minima necessità di assistenza) possono ospitare nel loro alloggio una persona o una famiglia monogenitoriale in cambio di un aiuto, che potrà essere economico, come la compartecipazione alle spese di casa, o di assistenza domestica, per esempio.

Coeso –Società della Salute si porrebbe come garante sia per le persone in attesa della casa che verrebbero ospitate, sia per il rispetto dell’accordo. In nessun caso si potrebbe trattare di assistenza specializzata per anziani o disabili, per esempio, né di subaffitto, ma semplicemente di sussidiarietà orizzontale: un cittadino mette a disposizione parte della propria casa e, in cambio, un altro cittadino mette a disposizione il suo tempo, le sue abilità e, dove  possibile, il proprio denaro per compartecipare alle spese domestiche.

In un  momento di crisi socio economica come quella attuale, per le persone che si trovano in stato di povertà estrema (alcune decine nel 2012, ma il numero cambia da periodo a periodo), cioè senza la possibilità di garantire a se stessi e alla propria famiglia i bisogni fondamentali, come mangiare e dormire, sono garantiti servizi “a bassa soglia”, cioè immediati, senza nessuna complicazione formale o burocratica come la presentazione dell’Isee o la verifica di altri requisiti socio economici. In questo ambito il sistema pubblico sostiene al meglio le importantissime iniziative del volontariato. Il sostegno è economico, ma soprattutto, consiste nel garantire gli apporti professionali e il coordinamento generale.

Contrasto alla povertà

Gli interventi del Comune di Grosseto non si esauriscono nel garantire i bisogni fondamentali nei casi di disagio estremo, ma, con molteplici iniziative, provano a sviluppare percorsi per ricostruire le relazioni sociali e le capacità di singole famiglie a garantirsi l’autonomia (microcredito, contributi economici, assegni di cura). Chiaramente, la forma del contributo in denaro è importante anche nel sostenere le economie delle famiglie con persone in condizioni di difficoltà (salute mentale, dipendenze da sostanze), ma anche dei nuclei in cui vivono persone non autosufficienti, anziani o disabili che siano. Questi interventi sono, ovviamente, coordinati con le prestazioni sanitarie della Asl 9.

Inclusione sociale

Molte altre sono anche le iniziative che l’amministrazione comunale attraverso Coeso SdS mette in campo attraverso Coeso – Società della Salute – per garantire l’inclusione sociale in soggetti la cui flebile rete di relazione o una malattia invalidante porterebbero all’isolamento e, ad esempio nel caso degli anziani, al rapido declino verso la non autosufficienza.

Si tratta di attività come “Per un tempo più libero insieme” (rivolto ai ragazzi diversamente abili), “Non più soli” (realizzato con i centri sociali “I Saggi” di Gorarella e di Barbanella), gli inserimenti lavorativi socio assistenziali, le relazioni di buon vicinato ecc…

Ecco, nel dettaglio, alcuni numeri sui servizi effettuati dal Comune attraverso Coeso – Società della Salute:

Grosseto

Servizio

Utenti per servizio
Socio educativo (servizi integrati con i comuni)
Servizi estivi minori 96
Educazione adulti e altri servizi comunali 218
Immigrati (compresa emergenza n.A.) 2.057
Socio sanitari (servizi integrati con la Asl)
Non auto (Pap) 718
Salute mentale 55
Disabili 433
Socio assistenziali (servizi integrati con il volontariato)
Anziani auto 187
Responsabilità familiare, giovani e multiutenze 417
Minori 349
Dipendenze 18
Inclusione sociale 15
Contrasto povertà 195
Povertà estreme 40
Emergenza abitativa   Grosseto 136
Segretariato sociale
Pas 1.823
Totale complessivo 6.757

Le cifre sull’attività 2012 – chiarisce Fabrizio Boldrini -, oltre che nella complessità di un intervento importante che sfiora il 10 % della popolazione, mettono in evidenza non solo le specificità delle povertà estreme e delle nuove povertà, ma anche l’importanza dell’integrazione dei soggetti pubblici e del volontariato e della presa in carico multiprofessionale perché i cittadini che si presentano ai servizi non hanno un problema unico e definito, ma una condizione che riflette una pluralità di problemi sociali e sanitari”.

“I numeri del disagio e delle povertà sono indubbiamente in aumento ed è fin troppo facile comprenderne le ragioni economiche e sociali – prosegue il sindaco Bonifazi: anche a Grosseto, ad esempio, si registrano situazioni di grande disagio come quelle legate alle persone (sono circa 45 ad oggi) che dormono all’aperto in diverse zone della città e che vengono assistite anche dalle associazioni di volontariato. È  quello del sociale un settore a cui l’amministrazione ha voluto riservare fondi sicuri e al quale si lavora spesso in silenzio, vista la delicatezza degli argomenti, ma con costante attenzione, con il supporto delle giuste professionalità e soprattutto con un lavoro di squadra che vede il servizio pubblico in prima linea, affiancato da soggetti che spinti da spirito solidaristico non fanno mancare mai il loro apporto. È un lavoro che passa spesso e volutamente sotto traccia e che ci vede impegnati tutti i giorni, tutto l’anno per dare risposta a ogni singolo caso, che viene individuato e monitorato fino, laddove possibile, alla definitiva o parziale soluzione del problema”.

Ecco alcuni nuovi progetti, finalizzati a contrastare le varie situazioni di povertà, al vaglio di Comune, Società della salute e Caritas:

1) microcredito: la Caritas è il soggetto di riferimento per la Regione Toscana. Le situazioni saranno valutate dal sistema integrato dei servizi socioassistenziali e sarà messo a regime un sistema di informazione e conoscenza. Uno degli obiettivi è anche quello di non duplicare gli interventi, quindi monitorare tutte le attività a sostegno del nucleo familiare;

2) distribuzione di viveri attraverso cestini pasto realizzati per i periodi in cui la Caritas è chiusa. In particolare, il progetto prevede anche la realizzazione di pacchi viveri per la Caritas di Marina di Grosseto, a cui Coeso e Comune hanno di recente stabilito siano affidati voucher per un totale di 1500 euro per fornire di viveri e altri generi le persone che si presentano al punto di ascolto;

3) dispensario: uno spazio a cui la persona in stato di bisogno possa rivolgersi per acquistare a prezzi più bassi o attraverso buoni spesa e riuscire, così, a riacquistare autonomia e a responsabilizzarsi;

4) progetti sulla residenzialità, attraverso le Querce di Mamre e il “tutoraggio”. Nel secondo caso, quando il servizio sociale individua una famiglia che ha problemi di alloggio gli affianca una “famiglia tutor”, individuata insieme alla Caritas, che possa sostenere, monitorare e accompagnare la famiglia che vive uno stato di lieve disagio.

Oltre a garantire fondi e servizi, il Comune interviene per le situazioni di povertà attraverso la disponibilità di locali.

Il dormitorio di via De’ Amicis, aperto lo scorso dicembre e chiuso ad aprile, ha accolto 21 ospiti (2 italiani e 19 stranieri). Nei mesi in cui invece il dormitorio è normalmente chiuso (circa 7 mesi all’anno), le associazioni Ronda della Carità e Anteas potranno gestirlo per inserirvi persone che hanno bisogno temporaneamente di un rifugio. Con modalità d’accesso controllate e previo colloquio con i soggetti potenziali ospiti.

Altre stanze di proprietà del Comune sono infine messe a disposizione per la raccolta di viveri destinati a soggetti e famiglie indigenti.

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