Pubblicato il: 5 Novembre 2019 alle 10:05

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Chiusura cinema, il Comune: “Va fatta chiarezza, numerose gare andate deserte”

"L’amministrazione comunale ha ritenuto di non procedere, per il momento, ad altre gare”

Sul cinema di Manciano va fatta chiarezza”.

E’ quanto sostiene l’assessore ai lavori pubblici e al turismo del Comune di Manciano Valeria Bruni, soprattutto dopo le polemiche apparse sui social sulla chiusura e sull’assenza di gestione del cinema.

Il precedente affidamento della gestione del cinema – afferma Brunifu fatto a novembre 2016 con durata fino al 15 ottobre 2018. Si tratta di una concessione, per cui l’affidatario pagava al Comune un canone ed erano previste almeno quattro proiezioni a settimana per 50 settimane l’anno. L’unica a presentarsi alla gara fu la cooperativa L’Ape Regina di Acquapendente (provincia di Viterbo), che offrì di pagare un canone di 2.100 euro annui, Iva compresa e le fu affidata la concessione. Tale affidamento si è prolungato anche dopo la scadenza della concessione, in attesa di fare una nuova gara, ma il 26 febbraio 2019 il dirigente dell’Area tecnica, a seguito di un sopralluogo, trasmise una relazione in cui si evidenziava l’impossibilità dell’uso dei locali del cinema per motivi di salubrità e si riteneva necessario lo svolgimento di lavori di manutenzione straordinaria per poter rilasciare l’agibilità dell’immobile“.

“Di conseguenza – continua Bruni, anche in virtù del fatto che la concessione era scaduta, il primo marzo 2019 si dispose nei confronti dell’Ape Regina il rilascio tempestivo dell’immobile. In attesa che i locali tornassero agibili, il 2 aprile 2019 venne indetta una nuova gara per la concessione delle attività del cinema, per una durata di due anni, prevedendo, come nell’affidamento precedente, almeno 4 proiezioni a settimana per 50 settimane l’anno e fissando a base di gara un canone minimo di 2mila euro l’anno Iva esclusa. Si trattava di una ‘procedura aperta’, per cui le offerte venivano inviate direttamente, senza una fase preliminare di manifestazione di interesse (la richiesta di invito delle licitazioni private di un tempo). La gara venne pubblicata sulla piattaforma telematica regionale Start dal 3 aprile 2019 e le offerte sarebbero dovute pervenire entro il 18 aprile 2019“.

“Il 16 aprile la cooperativa Ape Regina – spiega ancora l’assessore Bruni, tramite la piattaforma regionale, chiese se, per iniziare la programmazione, si sarebbe potuta concordare una data diversa da quella prevista e se le 50 settimane di programmazione fossero obbligatorie. Il responsabile del servizio rispose che la programmazione sarebbe potuta iniziare anche dopo la data prevista, visti anche i lavori in fase di svolgimento, e che si sarebbe presa in considerazione una richiesta, purché motivata, di ridurre le settimane annue di programmazione. Nonostante questo, alla scadenza della gara non venne presentata alcuna offerta e la gara stessa fu quindi dichiarata deserta. Di conseguenza, fu avviata una nuova gara, sempre a procedura aperta, tenendo conto di quanto era stato chiesto nella precedente procedura e quindi riducendo le settimane di programmazione a 35 annue (con 3 proiezioni settimanali) e riducendo il canone minino annuo a 1.500 euro, Iva esclusa. Questa seconda gara fu pubblicata sempre su Start dal 19 aprile al 9 maggio 2019. Anche questa volta non vennero presentate offerte e neanche richieste di chiarimenti o di informazioni, con conseguente dichiarazione di gara deserta“.

Da allora – conclude l’assessore Brunil’amministrazione comunale ha ritenuto di non procedere, per il momento, ad altre gare”.

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