Pubblicato il: 19 Aprile 2019 alle 15:41

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Restauro della chiesa di San Nicola, il Comune: “Snaturata l’identità dell’edificio”

Convocata dal sindaco Luigi Bellumori, si è riunita d’urgenza questa mattina la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale di Capalbio.

Oltre al sindaco e ad i capigruppo consiliari Gian Carlo Nardi e Settimio Bianciardi, erano presenti l’architetto Gian Carlo Pedreschi, il parroco don Marcello, il direttore di cantiere per i lavori di manutenzione straordinaria di opere interne ed esterne della chiesa di San Nicola.

Espresse dai vari rappresentanti dell’amministrazione le perplessità circa il risultato finale dell’intervento conservativo, anche alla luce delle numerosissime segnalazioni da parte di cittadini e avventori del centro storico, l’architetto direttore di cantiere ha reso noto che tutti i passaggi, le tecniche di lavoro e trattamento, i colori, i materiali, le risistemazioni e le tinteggiature sono state indicate e concordate nel corso di diversi sopralluoghi da parte di funzionari della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo.

Come riscontrabile dai documenti in possesso dell’Ente l’intervento edilizio, realizzato con il contributo dell’8 per mille alla Chiesa cattolica ha riguardato opere di restauro e risanamento conservativo (C.I.L.A. 01/2019).

I lavori sono stati eseguiti sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza belle arti e paesaggio per le Province di Siena, Grosseto ed Arezzo con autorizzazione del primo ottobre 2018.

Gli uffici comunali, attraverso l’architetto Pedreschi, hanno chiarito che dal loro punto di vista l’intervento doveva essere svolto in altra maniera e che il risultato di impatto non snatura solo l’identità del bene sottoposto a vincoli ed al necessario restauro, ma anche del borgo medievale.

Dai capigruppo consiliari è stata richiesta e sarà consegnata copia della documentazione depositata agli atti affinchè possano formulare ulteriori proposte e spunti di riflessione.

Il sindaco Bellumori, oltrechè comunicare di aver proceduto a formalizzare segnalazione alle competenti autorità in tema di tutela di beni storico-artistici già il 17 aprile scorso, ha reso noto che sulla questione subito dopo Pasqua la Conferenza dei capigruppo incontrerà i funzionari della Soprintendenza senese.

Per il sindaco “il restauro era necessario e la progettualità è frutto di un grande lavoro tecnico, scientifico e storico. Il risultato complessivo riguarda però a mio avviso uno snaturamento dell’identità della Pieve e della stessa collocata all’interno del borgo medievale. Su tutto questo occorrerà ragionare e riflettere in maniera attenta perchè un’attività di recupero generale a mio avviso disarmonica all’interno delle mura sarebbe oltremodo compromissiva di una politica di attenzionamenti che da anni viene condotta anche per il tramite della Soprintendenza, rappresenterebbe una generale perdita di identità del centro storico ed una disaffezione da parte dei cittadini agli indirizzi di tutela. Per quanto tutte di carattere personale e soggettivo le osservazioni che pervengono, sono altrettanto legittime poichè il bene è contestualizzato in un contesto storico pubblico. Un valore per tutti”.

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