Pubblicato il: 2 Luglio 2019 alle 10:08

AmbienteColline Metallifere

Val di Farma, il comitato: “Danno irreversibile nella riserva, stop al taglio degli alberi”

Si è svolta domenica scorsa una giornata di mobilitazione in difesa della riserva naturale Farma

Si è svolta domenica scorsa, al centro visite Casanova – Belagaio, una giornata di mobilitazione in difesa della riserva naturale Farma, promossa dal comitato Val di Farma di Roccastrada.

“Sono state circa un centinaio le persone venute a testimoniare la loro contrarietà allo scempio perpetrato all’interno della riserva – si legge in un comunicato del comitato -. La giornata è cominciata con una passeggiata mattutina all’interno della zona deturpata ed è poi continuata con un pranzo presso il centro visite del Belagaio. Il pomeriggio è stato poi dedicato all’ascolto dei pareri di alcuni esperti di scienze naturali e biologiche sull’intervento autorizzato dall’Unione dei Comuni Colline Metallifere. Sono intervenuti Andrea Sforzi, direttore del Museo di storia naturale della Maremma, Claudia Perini, micologa e docente all’Università di Siena, Chiara Vitillo, erpetologa, Claudio e Alessia Martelli, ornitologi, Stefano Nappini, entomologo, Marco Clericuzio, micologo e docente all’Università del Piemonte, Diego Cantini, micologo“.

“Hanno dato il loro contributo anche Federico Girardi, presente insieme ad altri rappresentanti del Wwf Siena, ed alcuni rappresentanti di comitati ambientalisti della provincia, tra cui Franco Vite, per il Comitato contro la geotermia ‘Agorà CittadinanzAttiva’ di Monticello Amiata – continua il comunicato -. Era infine presente il vicesindaco del Comune di Roccastrada, Stefania Pacciani. Totalmente assenti tutte le altre istituzioni invitate”.

“Tutti gli esperti intervenuti hanno sottolineato il danno ambientale arrecato, legato non solo al taglio degli alberi, ma alla completa distruzione in vaste aree del sottobosco e del soprassuolo forestale – prosegue il comitato -. Si è parlato chiaramente di danno irreversibile per quanto riguarda la biodiversità; funghi, licheni, insetti, anfibi sono stati brutalmente eliminati o è stato brutalmente eliminato il loro ambiente vitale, interrompendo così quella fitta rete di scambio che si crea in un bosco tra le piccole e grandi piante e i piccoli e grandi animali che lo abitano; danno aggravato sia dal periodo in cui il taglio è stato effettuato che dalle modalità estremamente invasive con cui è stato condotto”.

La conclusione della giornata non può che essere la richiesta a gran voce che la riserva sia tutelata in tutti i suoi aspetti naturalistici e non considerata né una risorsa prettamente economica, né una risorsa rinnovabile, poiché rinnovabile non è – termina il comunicato -. Il comitato Val di Farma, supportato da numerosi esperti del settore, si batterà affinché un’azione come quella già messa in atto non solo nei 30 ettari di riserva adiacenti al Belagaio non si ripeta, perché lo scempio venga fermato”.

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