Cattivi odori e biogas, il comitato: “Il sindaco illustri i dati”

“Sono trascorse due settimane da quando il comitato Grosseto Aria Pulita ha chiesto al sindaco di illustrare ai cittadini i dati in merito alle attività degli otto impianti biogas del comune di Grosseto“.

A dichiararlo, in un comunicato, è il comitato Grosseto Aria Pulita.

“Questo perché il dipartimento provinciale di Grosseto dell’Arpat ha chiarito che la maggior parte delle maleodoranze percepite in città e nelle frazioni è dovuta alle attività delle centrali biogas attorno a Grosseto, e in particolare allo stoccaggio delle biomasse destinate agli impianti, alle caratteristiche di tali biomasse e allo spandimento del prodotto della fermentazione, il così detto digestato – continua la nota -. Nel frattempo continuano i cattivi odori, i disagi ed il male di vivere percepito ed espresso dai cittadini in diverse zone della città e del territorio comunale (come documentato nella pagina Facebook del comitato fb.me/grossetoariapulita), così come le preoccupazioni su possibili rischi per la salute, anche in considerazione di chi avrebbe accusato nausea, disturbi respiratori e dermatologici”.

“Per tali ragioni, anche in virtù delle attività e dei dati raccolti dal giugno 2017 dal gruppo di lavoro istituito dal sindaco, finalizzato alla valutazione della sostenibilità ambientale di tali impianti biogas, e che coinvolge varie professionalità del Comune di Grosseto, della Regione Toscana, dell’Asl e dell’Arpat, il comitato Grosseto Aria Pulita domanda nuovamente se il sindaco possa illustrare ai cittadini – termina il comunicato -:

1) le quantità complessive annue dei sottoprodotti provenienti da fuori comune e indirizzati agli otto impianti biogas presenti sul territorio comunale di Grosseto, suddivise per le diverse qualità, attestate dalle analisi chimiche che dovrebbero accompagnare tali conferimenti;

2) quali siano le industrie fornitrici dei suddetti sottoprodotti, suddivise tra quelle rientranti nella così detta ‘filiera corta’, cioè collocate nel raggio di 70 chilometri dall’azienda agricola sede dell’impianto biogas che le utilizza, e quelle collocate al di fuori di tale raggio;

3) le quantità complessive annue del così detto ‘digestato’, cioè del materiale residuo dello sfruttamento energetico condotto negli otto impianti biogas del comune di Grosseto, che verrebbe distribuito e smaltito sui terreni agricoli e la superficie complessiva di tali terreni;

4) il numero degli eventuali controlli effettuati dalla Polizia Municipale a carico dei trasferimenti dei sottoprodotti di cui sopra, distinguendo tra quelli effettuati presso le aziende agricole sede degli otto impianti e quelli effettuati presso i terreni agricoli in cui il ‘digestato’ verrebbe smaltito“.

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