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“Come eri vestita?”: proiettato il cortometraggio sulla violenza di genere realizzato dagli alunni

Il progetto è stato promosso e finanziato dalla Commissione comunale per le pari opportunità e dal Comune

“Come eri vestita?” è il titolo del cortometraggio realizzato dagli studenti dell’Istituto “Bernardino Lotti” di Massa Marittima per affrontare il delicato tema della violenza di genere e degli stereotipi che colpevolizzano le vittime.

Il progetto è stato promosso e finanziato dalla Commissione comunale per le pari opportunità e dal Comune.

Il cortometraggio è stato proiettato questa mattina, martedì 31 maggio, nell’aula magna della scuola, alla presenza degli studenti e dei docenti. Sono intervenute anche l’assessore comunale alle pari opportunità e alla sanità Grazia Gucci, e la presidente della Commissione comunale per le pari opportunità, Ambra Fontani.

Hanno contribuito alla realizzazione del cortometraggio gli alunni dell’Isis “Bernardino” Lotti appartenenti a vari indirizzi e di varie età: Giacomo Volpi, Alice Burgio, Matilde Bertella, Sara Micheli, Alice Maestrini, Chiara Maestrini, Camilla Radi.

“Il nostro lavoro – spiegano gli studenti è iniziato dalla proposta da parte della scuola di fare un progetto di teatro con il regista e sceneggiatore Massimiliano Gracili, con l’obiettivo di creare un cortometraggio. A partire dal 29 marzo ci siamo trovati ogni settimana per lavorare al progetto. Il titolo assegnato riguardava la violenza sulle donne: ‘Come eri vestita?’ Pensando a questa frase ci sono venuti in mente svariati casi di donne che dopo essere state violentate e dopo aver avuto il coraggio di raccontare ai Carabinieri ciò che avevano subito, hanno dovuto sentire nei tribunali questa domanda. Quindi ci siamo chiesti perché una donna che ha già dovuto affrontare tutto ciò, deve anche sentirsi in colpa? Abbiamo pensato che questa non è giustizia. Queste donne dovrebbero essere aiutate, non colpevolizzate. Così abbiamo guardato la frase nella sua concretezza. Si fa sì riferimento alla vittima, ma anche alla colpa di qualcun altro, o meglio, qualcos’altro: i vestiti che aveva addosso. La colpa è loro. Ma loro la sentono propria? Capiscono ciò di cui vengono accusati? Questo è ciò che abbiamo raccontato: il punto di vista di coloro che vengono chiamati colpevoli, ma che sono solo un mezzo della difesa dell’aggressore per evitare di far ricadere tutta la colpa sul loro cliente. Con questa domanda, infatti, si mette in secondo piano la violenza e primeggia l’abbigliamento della ragazza che poteva essere provocante. Però molte donne sono state violentate quando avevano addosso un semplice paio di jeans, che di provocante non ha nulla. Noi abbiamo evidenziato questa facciata della violenza sulle donne che spesso rimane una semplice domanda, quasi non ascoltata, ma che fa soffrire ancora di più le vittime.”

La presidente della Commissione comunale per le pari opportunità e l’assessore comunale alla pari opportunità hanno sottolineato l’impegno degli studenti, l’eccellenza e l’originalità del lavoro prodotto sotto l’esperta supervisione del regista Massimiliano Gracili, oltre all’abilità dimostrata nell’utilizzo degli strumenti. Hanno ringraziato la dirigente scolastica e gli insegnanti del “Bernardino Lotti”, in particolare la professoressa Ciaffone che si è occupata del coordinamento.

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